Miglior film, attore protagonista, sceneggiatura non originale, e miglior canzone originale. Call me by your name di Luca Guadagnino si prende con una certa prepotenza il suo posto tra gli Oscar 2018. Quattro nomination non sono poche anche se la gara sarà durissima. Perché The shape of water di Guillermo Del Toro si è imposto con 13 nomination e Dunkirk di Cristopher Nolan non molla la presa con 8 (il pieno tra i premi più “tecnici”). Outsider quel Three Billboards Outside Ebbing, Missouri che ne guadagna sette, e subito dietro la sorpresa horror antirazzista Get Out con 4 davvero sorprendenti nomination, tra cui quella per la miglior regia a Jordan Peele che grida sincera vendetta.

Boutade politicamente corretta che fa il paio con la nomination tra gli attori non protagonisti di Christopher Plummer in Tutti i soldi del mondo. Ovvero il rimpiazzo di Kevin Spacey dopo lo scandalo presunte molestie, chiamato in tutta fretta a rifare mezzo film a sei settimane dall’uscita, non proprio un’interpretazione memorabile del grandissimo capitano Von Trapp di Tutti insieme appassionatamente. Sempre in tema molestie James Franco paga le presunte accuse ricevute dopo la vittoria ai Golden Globe non entrando nella cinquina tra i migliori attori che, per dire, ospita un’altra interpretazione discutibilissima come quella di Daniel Kaluuya per Get Out. Nella categoria miglior film Call me by your name se la vedrà con altri otto concorrenti tra cui The shape of water, Dunkirk, Three Billboards…, ma anche il The Post di Spielberg, Darkest Hour di Joe Wrigth, Lady Bird di Greta Gerwig, Phantom Tread di P.T. Anderson, e Get Out.

Nella casella regia Nolan, Del Toro e P.T.Anderson staccano di parecchie incollature la Gerwig e Peele. Mentre il giovane Timothée Chalamet, protagonista del film di Guadagnino dovrà contendersi l’Oscar come miglior attore con l’oramai già vincente Gary Oldman, ovvero il Churchill di Darkest Hour che accompagna il felice ritorno di Daniel Day Lewis nella sua ultima interpretazione in Phantom Tread e Denzel Washington per Roman J. Israel, Esq. La gara nella categoria tra le migliori attrici è forse il più bel bouquet di nomination degli ultimi dieci anni. D’accordo che Frances McDormand è bravissima in Three Billboards…(anche se è un po’ sempre la stessa incazzata e volitiva signora interpretata mille volte nella sua carriera), ma la dolce Sally Hawkins in The Shape of Water, Meryl Streep in The Post, Margot Robbie per il biopic I, Tonya sull’ex pattinatrice Tonya Harding, e Saoirse Ronan per Lady Bird, meriterebbero tutte un riconoscimento solenne.

Nelle categorie “minori” davvero avvincente la gara per l’Oscar come miglior film straniero (durissima scegliere tra The Square, Corpo e anima, L’insulto, Loveless, e Una donna fantastica), come per il miglior film d’animazione (magari con Ferdinand o il fenomeno Loving Vincent che la spuntano su Coco?). Oltre alla nomination come miglior film e miglior attore, Call me by your name raccoglie anche la nomination per la miglior sceneggiatura non originale, scritta dal celebre James Ivory, e la miglior canzone originale di Sufjan Stevens, Mystery of love. L’appuntamento per la Notte degli Oscar 2018 è per il 4 marzo prossimo con alla conduzione Jimmy Kimmel.