Non sono bastate le scuse di Eugenio Maria Luppi, il calciatore di 25 anni che la scorsa domenica dopo aver segnato un gol a Marzabotto aveva esultato con il saluto romano e mostrato una maglietta della Repubblica Sociale Italiana. Il giocatore è stato denunciato per apologia di fascismo. A segnalarlo alla procura di Bologna i carabinieri che hanno anche sequestrato la t-shirt incriminata. “Quando sarà partito il procedimento ci costituiremo parte civile”, ha fatto sapere il sindaco del paese Romano Franchi. Luppi, attaccante del 65 Futa, squadra bolognose che milita nel campionato di Seconda categoria, era già stato sospeso dalla società e sta aspettando anche il parere della giustizia sportiva. La procura federale, su spinta anche del presidente Carlo Tavecchio, ha infatti avviato accertamenti sulla vicenda.

Una denuncia che però non convince Matteo Salvini, leader della Lega Nord: “Dobbiamo radiarlo? Non scherziamo – ha dichiarato in un’intervista a La Zanzara – Vorrei che la stessa indignazione per chi vuole mandare la gente in pensione a 67 anni. Fa molti più danni la legge Fornero di un saluto del Duce. Per un nostalgico posso provare tenerezza, ma la legge Fornero sta rovinando milioni di italiani“. Parole che non sono andate giù all’ex sindaco di Marzabotto e attuale deputato Pd Andrea De Maria: “Le sue parole sono gravissime. Manca di rispetto a una comunità che ha pagato un prezzo di sangue altissimo perché gli italiani, Salvini compreso, vivano in libertà e democrazia”. Secondo De Maria, in Europa e in Italia stanno trovando sempre più spazio movimenti di estrema destra “che esplicitamente si richiamano al fascismo”. Una situazione che “evidentemente la Lega Nord non è interessata a contrastare”.

La denuncia arriva dopo il derby giocato domenica scorsa tra il Marzabotto e il 65 Futa, squadra di Loiano. La partita è decisa da Luppi con un gol nel recupero, ma a far discutere è l’esultanza del giocatore. Un’inequivocabile saluto romano a cui si aggiunge una maglietta indossata sotto la tenuta di gara che richiama la bandiera della Rsi. “Un atto premeditato che non giustifica nessuna ragione”, aveva attaccato la giunta comunale del sindaco Romano Franchi.  La società, però, aveva preso le distanze dal comportamento del ragazzo, sostenendo di essere stata tenuta all’oscuro delle intenzioni di Luppi. Dopo lo sospensione, il ragazzo si era scusato: “Voglio esprimere il mio più totale e sincero pentimento – aveva dichiarato in un post su Facebook – Ho agito con leggerezza senza pensare alle conseguenze”.