Si avvicina la data di inizio dell’anno scolastico, il primo alla prova dei vaccini obbligatori dopo la conversione in legge del decreto Lorenzin. Per la consegna della documentazione o dell’autocertificazione di avvenuta vaccinazione dei bambini “non ci saranno proroghe“. Parola della ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli che specifica: “Per la scuola dell’infanzia e al nido rimane la data del 10 settembre“. Ai microfoni di Radio24, sebbene Fedeli si dica “ottimista” perché “si è diffusa una maggiore consapevolezza sull’importanza delle vaccinazioni”, non nega di essere preoccupata per “i tempi e le incombenze burocratiche con cui i genitori devono trovare una risposta” alla richiesta di copertura.

Preoccupazioni che si vanno ad aggiungere a quelle già avanzate dalle Asl e dalle scuole, nonché dal presidente dell’Anci, il sindaco di Bari Antonio Decaro. A metà luglio avvertiva che “i tempi sono stretti rischiamo di ritrovarci il 10 settembre con le famiglie in coda prima agli sportelli delle Asl e poi davanti alle scuole. A queste parole fanno da eco quelle pronunciate sempre a Radio24 da Anna Scavuzzo, vicensindaca e assessora all’Educazione e istruzione del Comune di Milano. In merito all’inizio del nuovo anno educativo con le nuove norme sui vaccini porta l’esempio del capoluogo lombardo, dove  “su 33mila bambini ci sarà una percentuale tra 10 e 20% che ancora deve mettersi in regola – spiega Scavuzzo -. Non è il Comune che non li vuole a scuola. Facendo un esempio se il requisito per il bambino di entrare in piscina è ciabattine e cuffie, non significa che senza perde l’iscrizione al corso. Significa che potrà accedervi quando avrà i requisiti”. Prosegue Scavuzzo: “La norma dice che entro il 10 di marzo tutte le situazioni devono essere chiarite. Chiediamo che Regione e Ast (Asl nel resto d’Italia) ci aiutino in questo”.

Anche la ministra si è detta “più preoccupata per il carico burocratico”, che ricade sulle scuole, che “per il fatto di trovare molti genitori che non vogliono vaccinare i propri figli”. “A oggi – ha aggiunto Fedeli – la situazione negli istituti è difficile da verificare, lo vedremo di più nei prossimi giorni. C’è un lavoro tra uffici scolastici, enti locali e servizio sanitario nazionale per facilitare l’acquisizione dei documenti ai genitori. Vedremo nell’atto del 10 settembre a che punto saremo. Questo è l’elemento più importante su cui abbiamo lavorato da subito come Miur”.

L’obbligatorietà riguarda i bambini da 0 a 6 anni. “Se non hai chiesto di vaccinare tuo figlio, a quel punto il bambino non entra a scuola –  spiega la ministra dell’Istruzione, facendo riferimento a nidi e materne -. Mentre nella scuola dell’obbligo sì: c’è l’obbligo formativo scolastico da rispettare”. In merito all’obbligo di vaccinazione e alla preclusione dell’accesso a scuola, “ovviamente, se un genitore non ha fatto vaccinare il proprio figlio e continua a mantenere un atteggiamento contrario, noi continuiamo a cercare di convincere e motivare sull’importanza del vaccino per il proprio figlio e la comunità, e sanzionare come richiede la legge”.

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