THE DINNER di Oren Moverman. Con Richard Gere, Laura Linney, Steve Coogan, Rebecca Hall. Usa 2017. Durata: 120’. Voto: 3/5 (DT)
Paul è un insegnante di storia in una scuola pubblica, ossessionato dalla memoria sua e del mondo, afflitto da un altalenante squilibrio psicologico; Stan, suo fratello, è un senatore liberal, affettato nei modi, dai notevoli slanci ideali in piena campagna elettorale. I due, con rispettive consorti, si ritrovano in un raffinato ristorante urbano per sistemare la questione dei loro figli adolescenti che hanno compiuto un crimine orrendo, filmato e finito sul web, ma rimasto ancora impunito.
Terza versione cinematografica del romanzo La Cena di Herman Koch, The Dinner è un eccellente dramma familiare che richiama un esempio formale da set “chiuso” alla Carnage di Polanski, senza quella sadica cattiveria ma con uno straordinario coté allucinatorio nello sguardo tipico della poetica e degli incubi (si veda l’anomica presenza dei senzatetto) affrontati dal regista e sceneggiatore Moverman già nei suoi precedenti film. Al centro del serrato confronto a quattro c’è, più o meno metaforicamente, l’origine del male terreno. Una sorta di ricognizione attorno al peccato originale che alla fine dei conti risiede nel seme della violenza, punto d’incontro dal generale al particolare del crogiolo socio-politico statunitense. La narrazione è ritmata dalle pietanze che vengono portate in tavola, anche se le divagazioni e le parentesi in esterni oltre il desco finiscono per essere più incisive e significative della leziosa impostura culturale della cena. Straordinario il trip vertiginoso sul campo di battaglia di Gettysburg; come la frasetta cattiva e insolente pronunciata dallo sbroccato Paul: “La guerra è motivata da un atto d’amore”. Curioso l’arabesco dei brani musicali che va da Serge Gainsbourg all’hip hop.

Film in uscita al cinema, cosa vedere (e non) nel weekend del 20 e 21 maggio

AVANTI

Il Fatto di Domani - Ogni sera il punto della giornata con le notizie più importanti pubblicate sul Fatto.

ISCRIVITI

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Cannes 70, un dodicenne ci salverà: il festival si affida ai più piccoli anche per denunciare la mafia

next
Articolo Successivo

Netflix a Cannes, il futuro del cinema si gioca sulla capacità di stupire

next