ELLE di Paul Verhoeven. Con Isabelle Huppert, Laurent Lifitte, Anne Consigny. Fr/Bel/Germ 2016. Durata: 130’. Voto 3,5/5 (AMP)

Solo il gatto è testimone della violenza subita da Michèle in casa propria: il colpevole in maschera è entrato dalla finestra, fracassando la solitudine e la quiete apparente di una donna glaciale. Così, infatti, si presenta “elle”, lei, ricca e maledetta, sovrana di un impero di videogame, figlia di un peccatore originale di cui ha ereditato colpe e un destino da vittima/carnefice. Primo film francese dell’olandese transfugo americano Paul Verhoeven, Elle doveva essere uno psico-thriller americano, peccato nessuno oltreoceano abbia voluto produrlo né interpretarlo. “Troppo eversivo per la morale USA, che può solo concepire la vendetta contro il carnefice” ha spiegato il cineasta, già osannato da Cannes ai César passando per gli Oscar, dove la Huppert è stata candidata fra le protagoniste. Di fatto, Elle è una tragedia innervata di umorismo cinico, un punto di vista sul comportamento umano non facilmente accettabile per le masse ma legittimo (e legittimabile) per la psicologia. Impossibile concepirlo senza Isabelle, magnificamente respingente, impossibile non apprezzarlo in tutta la sua magistrale ambiguità.

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