Dopo le scuse arriva il mea culpa della PricewaterhouseCoopers, la società che si occupa del conteggio dei voti agli Oscar, per il clamoroso errore della busta che ha portato il cast e i produttori di La La Land a salire sul palco e ringraziare per la statuetta per il miglior film in realtà assegnata a Moonlight. Una gaffe mondiale che ha permesso al presidente Donald Trump di vendicarsi di Hollywood, schieratasi con Hillary Clinton durante la campagna per le presidenziali. The Donald è stato il convitato di pietra alla cerimonia degli Oscar. Non ha ceduto alle critiche e alle frecciate e si è persino tenuto lontano da Twitter, non lasciandosi tentare dal commentare in diretta nonostante l’invito del presentatore Jimmy Kimmel.

 


Ma alla fine il momento della vendetta è arrivato e gli è stato offerto su un piatto d’argento dal finale di serata con la confusione sull’Oscar al miglior film. “Erano troppo concentrati sulla politica” dice Trump in un’intervista a Breibart il sito conservatore in cui lavorava lo stratega della Casa Bianca Steve Bannon. Per l’inquilino del Campidoglio il fallimento della cerimonia – durante la quale la platea ha applaudito in piedi la “sopravvalutata” Meryl Streep –  si sarebbe potuto evitare se Hollywood si fosse concentrata meno nell’attaccarlo e più nei dettagli. “Il finale è stato triste” mette in evidenza il presidente americano che, mentre andavano in diretta gli Oscar, partecipava a una cena per i governatori degli stati americani alla Casa Bianca. “È stato triste, hanno sottratto agli Oscar il glamour. Sono stato agli Oscar e questa volta è mancato quel qualcosa di speciale”.

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