FCA

“Non abbiamo messo in vendita la Magneti Marelli, ma nel medio-lungo termine, probabilmente, il suo futuro sarà altrove – ha spiegato recentemente Marchionne, ad di FCA – nel frattempo, fino a quando non arriverà quel momento, la Magneti Marelli è essenziale perché ci dà una base tecnologica per lo sviluppo dell’auto che altrimenti non avremmo. Bisogna tenersela vicina in maniera intelligente”, qualunque cosa voglia dire. L’ipotesi di una cessione completa del suo polo tecnologico appare poco lungimirante da parte di FCA, specie considerando il ruolo, sempre più predominante, dell’high-tech in campo automobilistico.

Tuttavia la priorità di Marchionne nel breve/medio termine è quella di arginare il debito industriale di circa 5.5 miliardi di euro che grava sulle spalle del gruppo (con la prospettiva di trasformarlo in utili per 4 miliardi nel 2019, obiettivo dell’ultimo piano quinquennale di FCA): secondo Bloomberg quello di MM potrebbe essere un affare da 2.8 miliardi di euro, anche se i coreani sarebbero pronti a metterne sul piano della bilancia “soltanto” uno, magari per l’acquisizione di una parte dell’azienda di Corbetta. Secondo alcuni analisti tagliare il debito entro il 2019 permetterebbe a FCA di diventare più appetibile come alleato industriale, consentendole di trovare il terzo partner che sta cercando da qualche tempo (dopo il recente “no” di Mary Barra e GM).

Tuttavia c’è chi parla di Samsung come un alleato strategico di FCA anche in termini di sviluppo di tecnologie come quella della guida autonoma, specie dopo che Google ha chiarito che l’accordo col gruppo italo-americano non va oltre la fornitura di 100 Chrysler Pacifica che faranno da auto-laboratorio per Alphabet, la divisione di Big G che si occupa di autonomous driving. Senza contare che l’alleanza con i coreani sarebbe utile anche per il perfezionamento delle piattaforme infotemelatiche di FCA, soprattutto in termini di connettività, capitolo dove il divario con la diretta concorrenza tedesca è ancora marcato.

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