Il mio gesto dell’ombrello durante Milan-Inter? Non sono pentito, io sono tifoso“. Così ai microfoni de La Zanzara (Radio24) il leader della Lega Matteo Salvini si pronuncia sul gesto da lui fatto in tribuna durante il derby di Milano. “Sono tifoso milanista” – ribadisce – “e quindi non condanno neppure il dito medio di Mancini, in campo ci sta qualche volgarità. Poi uno chiede scusa. Io mi ricordo cosa faceva e diceva uno dei più grandi interisti di tutti i tempi, Peppino Prisco. Lo sport è anche gioia, sfotto’, sangue. Poi al novantesimo baci e abbracci”. E aggiunge: “Il mio gesto era rivolto ai tifosi interisti, ovviamente, mica alla mia mamma. Io mi sono impegnato, comunque, ad auto-rifarmelo se sbaglieremo un rigore al prossimo derby“. Il capo del Carroccio si esprime anche sulla sua querela contro Il Fatto Quotidiano, a seguito di un articolo di Davide Vecchi che lo aveva definito ‘politico di professione’. La querela è stata recentemente archiviata dal gip Tino Palestra di Bergamo. “Ho querelato Il Fatto” – si giustifica Salvini – “perché è stato anche scritto che sono assenteista, quando ho il 90% delle presenze a Strasburgo ed è documentato. Non è vero che non ho fatto un cazzo nella vita

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