Amministratori nel mirino e studenti danneggiati. Nella Locride le regole non esistono e ogni atto intimidatorio è buono per lanciare messaggi al sindaco o alla sua giunta. Questa volta è toccato al Comune di Martone dove in nottata qualcuno ha incendiato lo scuolabus di proprietà dell’Ente. Il mezzo, unico a disposizione, che serviva non solo i residenti di Martone ma anche quelli della frazione di Sant’Antonio di Gioiosa Jonica, è stato cosparso di benzina e dato alle fiamme. Il fuoco lo ha completamente distrutto. Concluso l’intervento dei vigili del fuoco, dello scuolabus è rimasto solo un ammasso di rottami. Proprio sabato, dopo un periodo di sospensione, il sindaco di Martone Giorgio Imperitura aveva dato la comunicazione che il servizio dello scuolabus sarebbe stato ripristinato.

Stando ai primi rilievi, la natura dell’incendio sarebbe dolosa. Sul posto sono intervenute anche le forze dell’ordine. Avvertita la Procura di Locri sono state avviate le indagini per cercare di risalire ai responsabili e al movente. Non è escluso che chi ha incendiato lo scuolabus lo abbia fatto per intimidire il primo cittadino che è anche presidente dell’Assemblea dei sindaci della Locride. Gli inquirenti stanno raccogliendo elementi per capire se, dietro l’intimidazione della scorsa notte, possa esserci la mano della ‘ndrangheta.

In queste ore, Imperitura sta ricevendo numerosi attestati di solidarietà come quello del sindaco di Locri, Giovanni Calabrese che, per far fronte alle esigenze dei cittadini di Martone, ha messo a disposizione uno scuolabus in dotazione alla sua amministrazione comunale. Di certo, nelle ultime settimane stanno aumentando le intimidazioni nella Locride. La Calabria, stando al rapporto di “Avviso Pubblico” è la terza regione d’Italia per minacce agli amministratori. Prima dello scuolabus, a inizio dicembre, ignoti avevano esploso colpi di pistola contro le due automobili del sindaco di Gioiosa Jonica, Salvatore Fuda.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Diventa Sostenitore
Articolo Precedente

Giornalisti minacciati, a Lamezia Terme incendiata auto di cronista del Quotidiano del Sud

prev
Articolo Successivo

Mafia al Nord, confiscato tesoro del commercialista del clan Mangano

next