Il cerchio si chiude – Un anno e mezzo dopo si consuma la compravendita, dove Benedetti mantiene un diritto di servitù di passo sui terreni ceduti, in modo da collegarli con la sua fabbrica di mobili. A pensar male sembra una mossa ‘futuribile’. Il motivo? Basta guardare dall’altro l’area in questione. Ciò che resta del mobilificio Benedetti, infatti, è letteralmente circondato dalle strutture dell’outlet ed è ormai l’unica pozione di terreno dell’area edificabile e ben collegata. E così se un giorno il The Mall vorrà ancora ampliarsi non potrà che andare a bussare alla porta dell’ex sindaco. Il quale, a sua volta, per vendere terreno e struttura avrebbe il coltello dalla parte del manico quando si tratterà di concordare il prezzo di vendita. Si vedrà. Nel frattempo Benedetti ha trovato notorietà a dicembre 2012, quando la Provincia di Firenze lo nomina consigliere del Maggio Fiorentino senza comunicare la decisione al consiglio provinciale. Polemiche, comunicati stampa, veleni, sospetti. L’operazione alla fine non andrà in porto e la Fondazione a gennaio 2013 verrà commissariata dal ministero per la disastrosa situazione economica. Resta quella scelta per certi versi incomprensibile, che in molti motivano come avvicendamento interno all’area renziana. A guidare la Provincia dopo il regno dell’attuale premier, del resto, all’epoca c’era Andrea Barducci, che della precedente Giunta Renzi era il vicepresidente. Un altro petalo del giglio.

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Tiziano Renzi, l’affare degli outlet di Reggello è tutto famiglia e Pd toscano

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