Parla da Erbil, nel Kurdistan iracheno, dove ha deciso di tornare dopo avere tentato la fuga dalla guerra. Ed è convinto che, per quanto sconvolgenti, le foto di Aylan dovessero essere pubblicate per scuotere le coscienze. Abdullah al-Kurdi, il padre di Aylan, il bambino morto sulla spiaggia di Bodrum mentre cercava di fuggire con la sua famiglia, parla al quotidiano tedesco Bild delle immagini che ritraevano il figlio senza vita, annegato mentre insieme alla famiglia cercava di lasciare la Siria. Immagini che hanno fatto il giro del mondo e davanti alle quali anche il premier britannico David Cameron ha ammesso di essersi commosso.

“La gente non deve distogliere lo sguardo dalle terribili cose che avvengono lungo la strada verso l’Europa”, ha proseguito l’uomo, ammettendo di essere riuscito a guardare quelle immagini solo per “brevi istanti”.

Oltre al bambino di due anni, nel tentativo di raggiungere la Grecia sulla strada verso il nord Europa, l’uomo ha perso anche un altro figlio di cinque anni, Galip, e la moglie. Ora sono tutti sepolti a Kobane, la città curda in Siria che è stata assediata per mesi dagli estremisti dello Stato Islamico. Il Canada, che aveva rifiutato più volte il visto alla famiglia di Aylan, dopo la tragedia si era reso disponibile ad accogliere Abdullah: “Non voglio andare. Porterò i corpi prima a Suruc, poi a Kobane. Passerò lì il resto della mia vita”, aveva detto il padre del bambino. nei giorni successivi al naufragio, Aylan era stato ricordato anche con una scultura di sabbia su una spiaggia di Gaza.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Articolo Precedente

Migranti, ucciso Salah Al-Maskhout, boss degli scafisti. Libia: “Assalitori italiani”. La Difesa: “Nessun coinvolgimento”

prev
Articolo Successivo

Elezioni Catalogna in sei punti: ‘Building Catalunya’, un nuovo Paese oppure no?

next