Sono solo 16mila e 518 i contribuenti, su un totale di 41 milioni di dichiaranti in tutta Italia, che hanno deciso di destinare il 2xmille ai partiti nel 2014 per un totale di 325.711 euro. La possibilità è prevista dalla nuova legge approvata dal governo Letta che prevede la riduzione progressiva, fino all’eliminazione definitiva nel 2017, del finanziamento pubblico.

I dati poco incoraggianti per i partiti sono stati diffusi dal dipartimento delle Finanze e del Tesoro. Primo risulta il Pd (199.069 euro da 10.157 contribuenti), segue la Lega Nord (28.140 euro da 1.839 contribuenti) e poi Forza Italia (24.712 euro da 829 contribuenti). Sel incassa 23.287 euro da 1.592 contribuenti segue Sudtiroler Volkspartei con 16.600 euro da 511 contribuenti. Al Partito Socialista italiano vanno 9.686 euro da 591 contribuenti. A Fratelli d’Italia arrivano 9.326 euro (510 ‘donatori’), a Scelta Civica 7.102 euro da 156 contribuenti. 4.017 euro da 180 contribuenti a Union Valdotaine, appena 3.084 euro vanno a Udc (114 contribuenti); chiude la classifica con 656 euro da 39 contribuenti il Partito Autonomista Trentino Tirolese.

Il provvedimento approvato a dicembre 2013 ha fatto molto discutere e già sono tanti i parlamentari a contestare il taglio progressivo. In prima fila tra gli altri due ex tesorieri come Ignazio Abrignani (Forza Italia) e Ugo Sposetti (Pd) che hanno più volte ribadito la necessità di avere un contributo dallo Stato. Proprio lo scarso successo del 2xmille alle organizzazioni politiche è usato come argomentazione da chi critica il nuovo sistema. In attesa però che la legge sia completamente operativa, intanto i partiti continuano a spendere: secondo l’ultima relazione della Corte dei Conti, nel 2013 hanno ricevuto 54 milioni di rimborsi e ne hanno spesi 45.

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