“Ignobile strumentalizzazione”. Così l’ex presidente della regione Piemonte e membro della Lega Nord Roberto Cota risponde alle critiche sulla vicenda delle “mutande verdi“, che si sarebbe fatto rimborsare dalla Regione. A seguito dell’inchiesta, l’ex presidente ha restituito circa 32.000 euro di rimborsi, tra cui anche le spese dell’intimo. Ricostruendo la vicenda, Cota ha detto che non si trattava di mutande ma di “pantaloncini corti” e che lo scontrino è finito per errore nella lista dei rimborsi. Un errore che non sarebbe dipeso dalla sua volontà.

“Ho dovuto subire un giudizio anticipato senza potermi difendere – ha detto Cota – ho subito uno tsunami devastante e sono stato oggetto di dileggio e di una degradante è ignobile strumentalizzazione”. Lo scontrino, secondo la versione dell’ex presidente, si riferisce a un acquisto fatto a Boston, dove si trovava per un corso di inglese. “Io – ha spiegato l’ex presidente – di rimborsi non ne ho mai chiesti. Consegnavo gli scontrini ai miei collaboratori e dicevo loro di fare la cernita incrociando i dati. Non sapevo quali venivano portati in conto al gruppo consiliare. Quei pantaloncini – ha aggiunto – diventarono mutande, nelle cronache, per puro dileggio. Scatenando una degradante ilarità. E un giudizio anticipato, oltre agli attacchi e alle strumentalizzazioni, dal quale non ho potuto difendermi”.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Articolo Precedente

Migranti, ispettore Polfer di Catania su Fb: “Bruciamoli vivi, lasciamoli nudi e ributtiamoli a mare. Mi manca Hitler”

prev
Articolo Successivo

Poste, “tanti saluti dalle Dolomiti”: ma la cartolina arriva 6 anni dopo

next