“E’ partita la corsa al Quirinale. Corsa si fa per dire: vista l’età media dei candidati, è già un miracolo se stanno in piedi da soli e non devono usare il girello”. Così Marco Travaglio apre il suo editoriale sul toto-nomi del Quirinale. E aggiunge: “Strano che accada proprio ora che comanda il giovane rottamatore e rivoluzionario: Renzi, che ha appena compiuto 40 anni. Due anni fa, non ancora segretario, non voleva fra i piedi nemmeno i 60enni”. Il condirettore de Il Fatto Quotidiano osserva: “E ora chi sono i favoriti di Renzi? Tre teneri puledrini che scalpitano ai blocchi di partenza: Amato, Mattarella e Finocchiaro“. Travaglio traccia quindi un ritratto dei tre candidati: “A proposito di casta la Finocchiaro è in Parlamento dal 1987: 28 anni fa. Anche lei è stata bocciata dai suoi elettori quando si candidò a governatrice della Sicilia, e alle penultime elezioni per farsi rieleggere si paracadutò in Puglia, visto che in Sicilia la conoscono, dunque non la votano più neanche i parenti stretti”. E menziona il marito della Finocchiaro, Melchiorre Fidelbo, sotto processo a Catania per abuso d’ufficio e truffa. E aggiunge: “Poi c’è Mattarella, anche lui siciliano, ma non ex comunista, bensì ex dc. Ha 74 anni, è entrato alla Camera nel 1983, mentre Renzi entrava in terza elementare. Ora è giudice costituzionale. Quel Renzi là, prima della cura, voleva un presidente al di sopra di ogni sospetto. Ora, per carità: Mattarella è figlio del vecchio dc Bernardo, sospettato di amicizie mafiose, ma le colpe dei padri eccetera”. E infine è il turno di Giuliano Amato: “Il favorito resta comunque Giuliano Amato, anche perchè è il candidato di Berlusconi, quindi a Renzi deve piacere per forza sennò addio Nazareno, addio riforme e addio governo. E poi diciamolo: Amato è proprio il simbolo della rottamazione e dell’anti-casta. Sta per compiere 50 anni di politica. Il tipico presidente che la gente per strada si spella le mani per fargli la ola. Gli lanciano pure i petali di rose. Una sferzata di giovinezza e aria pura. Amato è un po’ come Picasso: periodo blu, periodo rosa, periodo cubista”

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