Chiariamoci subito: nessuno vuole una guerra in Europa e ad ogni intervento armato va preferita l’arte della diplomazia. Ma la debolezza con la quale l’Europa sta rispondendo alla tragedia in cui sono morte 298 persone, la maggioranza delle quali europee, lascia senza parole. Una domanda sorge spontanea: e se a bordo ci fossero stati 298 americani?

Dopo l’abbattimento dell’aereo di linea, ogni ministero degli Esteri dei Paesi d’Europa si sarà precipitato a verificare se a bordo ci fossero connazionali. In molti devono aver tirato un sospiro di sollievo. Intanto arrivavano le dichiarazioni di condoglianze dei leader europei, tutte uguali, shock e cordoglio. Il giorno dopo il premier olandese Mark Rutte prometteva di “rivoltare ogni sasso” nel corso dell’inchiesta per capire cosa era successo. Tra qualche giorno probabilmente non se ne parlerà più.

Tutto qua? Un aereo di linea con circa 300 civili è stato abbattuto ai confini dell’Ue e a Bruxelles si parla solo di “sanzioni nei confronti di alcune entità vicine ai responsabili degli atti di violenza in Ucraina”? Un po’ come voler spegnere un incendio con una pistola ad acqua. La verità è che l’Europa è circondata da regioni a dir poco calde dove i conflitti, nemmeno tanto latenti, costano migliaia di vite umane. Ucraina, Russia, Georgia, Siria, Gaza e chissà quanti altri conflitti rischiano di scoppiare nei prossimi mesi. Di fronte a un simile scenario – e anche per proteggere i cittadini europei stessi – una forte politica estera comune non è solo “caldamente auspicabile” ma “dannatamente necessaria”. L’Europa, e non gli Stati Uniti, dovrebbero far sentire la propria voce diplomatica in questa parte del mondo e contribuire concretamente – e non a chiacchiere e sterili sanzioni – a mettere fine a conflitti decennali e ad altri che rischiano di diventarlo.

La terribile tragedia del volo MH17 abbattuto sul confine ucraino non può finire qua e non può far rimpiangere l’interventismo militare degli Stati Uniti – anche se, nel contesto di una politica estera comune, un comune esercito europeo è necessario. L’Europa ha il dovere morale di contribuire al mantenimento della pace nell’area che va dal Mediterraneo alle ex repubbliche sovietiche, il resto sono solo chiacchiere.

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