Bisogna serenamente ricordarsi e prendere atto che la pubblicazione di intercettazioni di questo tipo non è più sopportabile. Non c’entrano nulla“. Così Fabio Fazio, nella sua trasmissione “Che tempo che fa”, su Rai Tre, commenta l’audio della telefonata intercorsa tra Nichi Vendola e Archinà, conversazione pubblicata da ilfattoquotidiano.it. Il conduttore, senza menzionare esplicitamente la nostra testata, rimbecca Massimo Gramellini, che commenta con toni severi il dialogo tra il presidente della Regione Puglia e l’ex responsabile delle relazioni esterne dell’Ilva: “Vendola ha chiesto scusa al giornalista, però non ha ravvisato nulla di riprovevole nel tono complice di quella telefonata, come nel caso della Cancellieri”. “Veramente Vendola ha spiegato che per motivi istituzionali aveva rapporti con Archinà”, ribatte Fazio. “Sì, ma da un ministro o governatore regionale dobbiamo pretendere, minimo, che non abbiano confidenza con certi personaggi. E che si torni a dare del “lei”“, replica il vicedirettore de “La Stampa”. Fazio non ci sta e ribadisce che la non pubblicazione delle intercettazioni è “a tutela di tutti noi”: “L’intercettazione è un discorso, ma la pubblicità dell’intercettazione non sensibile è un’altra cosa“. Gramellini abbozza, ma rincara: “Ma non hai questa sensazione? E cioè che la classe dirigente italiana, come emerge da questa intercettazione, è una grande pappa dove tutti si conoscono e tutti si scambiano favori? Non sarà un reato, però è uno schifo. Si può dire che è uno schifo?”. Partono gli applausi del pubblico, ma Fazio insiste: “E’ uno schifo tanto quanto pubblicare intercettazioni non doverose

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