Riceviamo e pubblichiamo la precisazione dell’onorevole Gianluca Pini in merito all’articolo “Pini, evasore a sua insaputa” pubblicato sul Fatto Quotidiano sabato 4 febbraio. Oltre a esporre le sue ragioni, Pini annuncia querela contro il nostro giornale, accusandoci di usare “metodi mafiosi”. Il deputato scrive proprio così: “Avviso gli “amici” (magistrati?) del il Fatto che hanno armato la penna di un falso e vecchio scoop e che da anni scandagliano la mia vita per sputtanarmi politicamente che non mi faccio intimidire da questi metodi mafiosi”.

Ecco la sua precisazione integrale:

Senza pregiudizio alcuno per le doverose azioni legali che il sottoscritto comunque attiverà nei confronti della persona che ha firmato del pezzo e della testata per diffamazione e danno di immagine, mi sia permesso, a norma delle vigenti leggi sulla stampa, di precisare, tra le tante varie insinuazioni che qualcuno dovrà rimangiarsi presto dovendone rispondere davanti alla magistatura, quanto segue: – le cifre sulla verifica fiscale relativa ad un fatto a me non ascrivibile (ero all’estero! ) sono diverse da quelle riportate e comunque regolarmente da me saldate per correttezza e onestà nonostante a me non imputabili come colpa. – i fatti sanzionati amministrativamente riguardano l’anno fiscale 2002 (non ero deputato), anno per il quale avrei potuto chiedere il condono tombale ma non l’ho fatto essendo sereno sulla correttezza dell’operato. – pago di tasse circa il doppio di quanto ricevo di indennità parlamentare; – grazie ad un mio emendameto approvato nel decreto di liuglio 2011 le società cartiere che frodano le dogane sono state bloccate, con un recupero di IVA evasa di circa 50 milioni di euro al mese, strana battaglia politica per un presunto evasore… – riguardo alla ditta In liquidazione io sono, come altri miei soci, parte lesa. – non sono mai stato inquisito ne conannato per nessun reato di natura fiscale ne per qualsiasi reato assimilabile; – posso tranquillamente produrre tanto il casellario giudiziale quanto i carichi pendenti, assolutamente puliti; – dalla data delle mia prima elezione non ho più svolto il ruolo di procuratore o amministratore di alcuna ditta e quello al quale si fa riferimento nel pezzo è stato rimesso nel 2009. – non ho nessun portaborse, verso la quota alla Lega; – la signora Ragazzini citata non è la mia compagna. – la mia compagna, che non fa l’infermiera e non lavora a Lugo, è si in aspettativa ma seguito di un infortunio grave occorso a suo figlio, mi auguro che qualcuno si vergogni come un cane per aver speculato sui problemi di un bambino. – le ragioni circa la mia battaglia, alla luce del aole, contro il questore Germanà nascono da denuncie sindacali circostanziate e comunque il suo trasferimento è avvenuto 2 anni dopo la mia interrogazione e 7 anni dopo il suo arrivo a Forli. Una permanenza stranemente lunga per un questore in una piccola realtà, sulla quale se vuole sono disponibile a raccontarle per onor di cronaca. – in quanto alla Grado Golf Resort che il suo stesso giornale l’ha definita un’operazione immobiliare senza successo, al massimo puó accusarmi di aver investito male 50mila euro, ma questi sono magari problemi miei, non suoi. Per inciso, non conosco Zamparini e non mai l’ho incontrato. – ogni mia iniziativa imprenditoriale è stata fatta in prima persona, senza filtri o fiduciarie, non so se altri deputati che lei tanto esalta possono dire la stessa cosa. – nessuna mia attività imprenditoriale si è mai sovrapposta o è stata aiutata dalla mia azione politica, semmai alcune di queste ne hanno subito un danno per la mia appartenenza politica. Le altre – tante – insinuazioni, falsità ed inesatteze le saranno poi chiarite nel momento in cui la testata e la giornalista dovrà risponderne in giudizio. Avviso gli “amici” (magistrati?) del il Fatto che hanno armato la penna di un falso e vecchio scoop e che da anni scandagliano la mia vita per sputtanarmi politicamente che non mi faccio intimidire da questi metodi mafiosi.

Sempre pronto al confronto, così come sono sempre pronto a reagire duramente a insinuazioni e accuse strumentali, con l’occasione porgo i miei saluti ed i migliori auguri di buon lavoro

Gianluca Pini

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