“Oggi ho mangiato un panino al tonno”. Ecco: se volete che nessuno vi segua su Twitter, dovete pubblicare soltanto aggiornamenti come questo. Il social network da 140 caratteri, lo sentiamo in radio, in tv, al bar e, naturalmente, in rete, è la novità del momento. Anche in Italia sempre più persone aprono un account, “followano” chi ritengono interessante o simpatico, usano termini come “retweet” e “hashtag”. Eppure, se si ha intenzione di crearsi una piccola o grande audience, bisogna fare attenzione.

A differenza dei blog che – soprattutto ai loro primordi – erano soprattutto “diari personali”, Twitter è diventato sia uno strumento di “informazione in tempo reale”, sia una “fonte di divertimento”. Per intrattenere i propri follower – se questo si desidera – bisogna perciò muoversi esattamente su questi due assi. A svelarlo è uno studio della Carnegie Mellon University, del Mit e del Georgia Institute of Technology che ha creato all’abbisogna il sito “Who Gives a Tweet?” in cui è stato chiesto agli utenti di dare un giudizio sui messaggi con cui entravano in contatto.

In 19 giorni sono state raccolte informazioni su 1443 visitatori, che hanno dato giudizi su 43.738 tweets da 21.014 utilizzatori. I risultati sono interessanti. In primo luogo si è scoperto che almeno un quarto dei 200 milioni di Tweet che ogni giorno affollano la rete sono giudicati “inutili”. Nel 36 per cento dei casi, invece, il giudizio è stato positivo, mentre il 39 per cento dei tweet ha ricevuto un giudizio neutro: “Se riusciamo a capire cosa vale la pena leggere e perché – ha spiegato Paul Andrè, uno degli autori dello studio – possiamo anche progettare strumenti migliori per presentare e filtrare i contenuti”.

Dallo studio sono emerse anche le otto regole per un account perfetto (le pubblichiamo di seguito). Come tutte le “regole”, si tratta di consigli di buon senso che invitano a porsi nei panni di chi cerca contenuti interessanti on line. Se poi a qualche utente non interessa avere follower, o intende solo “lurkare” (leggere senza farsi mai vedere), bè, allora può raccontarci su Twitter i menu completi dei suoi pasti a pranzo e a cena. Nessuno se ne avrà a male. Ecco le regole.

1) Una notizia vecchia non è una notizia. Twitter enfatizza l’informazione in tempo reale, le notizie invecchiano in fretta.
2) Aggiungete un vostro contributo. Per appassionare i vostri lettori, aggiungete un’opinione, un fatto pertinente o qualche altro commento prima di retwittare un tweet.
3) Siate brevi. I post su Twitter sono limitati a 140 caratteri, ma i follower apprezzeranno se sarete ancora più concisi. Usare meno caratteri lasciando spazio nei post, vi permetterà inoltre di avere feedback più soddisfacenti
4) Non esagerate con le tag. L’abuso di # hashtag, @ citazioni e abbreviazioni rende i tweet difficili da leggere – la “sintassi” specifica usate bene, naturalmente, è molto utile. Se ponete una domanda, l’aggiunta di una hashtag permetterà a tutti di seguire meglio la discussione.
5) Tienilo per te. I commenti da “uomo della strada”, su cosa si è fatto o cosa si è mangiato, non interessano a nessuno.
6) Spiegate il contesto. Tweet troppo brevi non permettono a chi legge di capirne il significato. Un link a un post da un blog o una foto, senza altre informazioni, viene considerato una comunicazione monca.
7) Non lamentatevi. I sentimenti negativi non sono graditi.
8) Siate ficcanti. Le testate professioniste che vogliono portare i propri follower a cliccare sui loro link, non devono dare ogni notizia e informazioni nei singoli aggiornamenti.

Questo è tutto. Buon Twitter.
twitter.com/fedemello

Il Fatto Quotidiano, 4 Febbraio 2012

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