Un tempo non esistevano, nel lessico della buona politica, parole più limpide di Partigiano e Costituzione. Declinarle insieme era segno di memoria e rigore morale. Adesso se un magistrato si dice partigiano della Costituzione viene messo all’indice da una parte del mondo politico e da molti suoi benpensanti colleghi.

Il giudice Ingroia ha fatto quello che ogni pubblico funzionario dovrebbe fare: ha giurato sulla Costituzione e dunque se ne considera difensore, garante, partigiano. Ma questo è un tempo nuvoloso, ben disposto anzitutto a rottamare le persone e le parole. Non è ancora ben chiaro con cosa le sostituiremo.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili

PERCHÉ NO

di Marco Travaglio e Silvia Truzzi 12€ Acquista
Articolo Precedente

Parlamento Europeo Pulito: finalmente!

next
Articolo Successivo

Napolitano e la casta del Consiglio di Stato

next