Il patto alla base della nostra convivenza sociale prevedeva la rinuncia a farsi giustizia da sè demandando, nel caso, il compito di difendere i diritti all’organizzazione della Giustizia. È grazie a questo patto che non giriamo più armati da tempo immemorabile.

Se però l’organizzazione di fatto della Giustizia consente che venga usata non già per difendere i diritti, bensì per essere impugnata come un’arma per perpetrare sopraffazioni, il rischio che il patto originario venga percepito come decaduto e che si aprano scenari da far west non si può escludere man mano che si diffonda tale consapevolezza ed esasperazione.

Un mio conoscente, grazie alla sostituzione nel tempo di tre presidenti che ha comportato per tre volte l’azzeramento di un processo per bancarotta fraudolenta, attende giustizia da venti anni.

“Si ottiene di più con una parola gentile e una pistola che non con una parola gentile e basta” confidava un boss in un cult movie: come non dargli ragione, oggi, alla luce dei desolanti risultati della Giustizia in Italia? Una Giustizia che non produce giustizia è un costo inutile, soprattutto di questi tempi, perchè scoraggia gli investitori e frustra i cittadini onesti.

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