È scattata ufficialmente la caccia all’orso che il 22 luglio ha attaccato un uomo che passeggiava con il suo cane in Trentino, nella zona dei laghi di Lamar. L’ordinanza, solo annunciata, alla fine è arrivata. Non senza polemiche da parte delle associazioni di animalisti, tra queste la Lega abolizione caccia. La ricerca per la cattura dell’animale “nel più breve tempo possibile” è già in corso tramite un “intervento di monitoraggio, identificazione e rimozione di un orso pericoloso per l’incolumità e la sicurezza pubblica“. Il mandato prevede che i forestali del Trentino, nel caso in cui si trovassero in pericolo durante la cattura, siano autorizzati “all’abbattimento”. Possono, dunque, ucciderlo. L’ordinanza “contingibile e urgente” firmata dal governatore Ugo Rossi “è – ha ricordato l’amministrazione provinciale – il principale strumento di cui l’amministrazione provinciale dispone per la gestione di eventi straordinari come quello di due giorni fa”.

Il monitoraggio in questione viene disposto “al fine di assicurare la massima prevenzione possibile a tutela dell’incolumità e della sicurezza pubblica” si legge nell’ordinanza. Quanto alla cattura o all’abbattimento, viene spiegato che “saranno disposte in relazione alle circostanze di tempo e luogo sussistenti al momento, avuto riguardo al fatto che la fattispecie comportamentale dell’animale integra il massimo livello della scala di pericolosità prevista dal Pacobace“, il Piano d’azione interregionale per la conservazione dell’orso bruno nelle Alpi centro-orientali.  Si tratterebbe cioè in questo caso di “un orso che attacca senza essere provocato”. Copia dell’ordinanza è stata inviata al ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.

Intanto continua il presidio della zona. Il personale forestale sorveglia i 5 punti di accesso principali, anche con il compito di informare le persone che vi transitassero. Mentre una squadra di emergenza di quattro persone e due cani si dedica alla cattura prevista dalla direttiva. Mentre l’Enpa si è detta “pronta a una mobilitazione totale nel caso in cui la situazione dovesse sfuggire di mano”, la Lav nelle scorse ore chiedeva alla politica di abbassare i toni dell’allarme. Appello, a quanto pare inascoltato, alla luce dell’ordinanza di oggi. Tanto che Caterina Rosa Marino, responsabile Lac della zona in una nota fa sapere che “siamo pronti a impugnare l’ordinanza di rimozione”. “In ogni zona del mondo frequentata da orsi – ha informato – si raccomanda di non coglierli di sorpresa, di non avere cani al seguito, e di non correre né a piedi né, tantomeno, in bicicletta. Esprimiamo il nostro grande dispiacere per l’accaduto, auguriamo pronta guarigione al ferito, e ribadiamo che il problema non sono gli orsi, ma la scarsità di informazioni“. E ha concluso avvertendo che “piombare all’improvviso a ridosso di orsi, specie se femmine con cuccioli al seguito”, non è il comportamento più opportuno”.

E probabilmente si tratta proprio di un’orsa, come ha confermato  l’assessore provinciale trentino all’Ambiente, Michele Dallapiccola: “In base alle indicazioni del ferito in merito alle dimensioni, dovrebbe essere stata una femmina e del resto si tratta di una zona in cui l’allerta è nota ed è crocevia per sei femmine“. Il 25 luglio, si riunirà la Commissione dei 12 (Commissione paritetica Stato-Regione, ndr), per l’esame della norma di attuazione depositata dalla Provincia autonoma di Trento, “che, se approvata – spiega l’amministrazione provinciale – consentirebbe di gestire in via ordinaria, quindi in maniera diretta e più rapida, nel rispetto del quadro normativo nazionale ed europeo, tutto quanto concerne la presenza dell’orso in Trentino. L’uomo che si è trovato di fronte un orso ha 70 anni, trentino di Cadine, ed è all’ospedale Santa Chiara di Trento in condizioni non gravi, per la zampata a un braccio e dei graffi a una gamba, dovuti alla fuga lungo un dirupo.