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Trump: “Accordo possibile con l’Iran, sarei felice di evitare le bombe”. Ma Teheran avvisa gli Usa: “Basta errori strategici”

Secondo il New York Times il regime sarebbe pronto a reagire, nel caso riprendessero i combattimenti: "Riposizionati i lanciatori di missili durante la tregua. Possibili attacchi a petrolio e blocco dello stretto di Bab el-Mandeb"
Trump: “Accordo possibile con l’Iran, sarei felice di evitare le bombe”. Ma Teheran avvisa gli Usa: “Basta errori strategici”
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Iran avvisa gli Usa: “Basta errori strategici, abbiamo il dito sul grilletto”

“Gli Stati Uniti e i loro alleati non devono commettere più errori strategici o passi falsi, poiché le forze armate iraniane sono più preparate e più forti che in passato e hanno il dito sul grilletto”. Lo ha dichiarato il comandante del quartier generale centrale di Khatam al-Anbiya, Ali Abdollahi. “Risponderemo a qualsiasi rinnovata aggressione da parte dei nemici in modo rapido, deciso, potente ed esteso. Se i nostri nemici commetteranno un altro errore, lo affronteremo con maggiore forza rispetto al passato e taglieremo la mano a qualsiasi aggressore”, ha aggiunto, secondo quanto riportato da Tasnim.

  • 10:02

    Iran: “Nella proposta agli Usa anche la fine della guerra in Libano”

    L’ultima proposta dell’Iran agli Stati Uniti chiede la revoca delle sanzioni a Teheran, lo sblocco dei fondi iraniani congelati e la fine del blocco marittimo al Paese, ma anche la fine della guerra su tutti i fronti, anche in Libano, il ritiro delle forze statunitensi dalle aree vicine all’Iran e risarcimenti per coprire le distruzioni causate dalla guerra. Lo ha reso noto il viceministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi, citato dall’agenzia di stampa ufficiale iraniana Irna.

  • 10:00

    Teheran: “Arrestati due giornalisti accusati di spionaggio”

    “Due giornalisti, infiltratisi in organizzazioni sensibili, sono stati arrestati”. Lo ha annunciato la magistratura iraniana in un comunicato che accusa i reporter di aver “abusato del loro lavoro come copertura per raccogliere informazioni su centri militari e di intelligence sensibili del Paese e inviarle a reti televisive e di informazione ostili all’estero, durante l’attuale conflitto tra Stati Uniti e Iran”, ha aggiunto, secondo quanto riportato da Fars.

    Secondo l’agenzia Fars, oltre 6.500 persone sono state arrestate per “spionaggio” dall’inizio della guerra tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran il 28 febbraio, e 567 degli arrestati sono “affiliati a gruppi dissidenti”. “Hanno utilizzato internet via satellite e Starlink per inviare le informazioni. Le indagini proseguono per arrestare coloro che erano collegati a questi individui”, ha aggiunto l’agenzia.

  • 09:41

    New York Times: “Attacchi a petrolio e blocco Bab el-Mandeb possibili strategie Iran”

    Gli iraniani si stanno preparando a una possibile ripresa degli attacchi e hanno fatto intendere che non esiteranno a infliggere un duro colpo ai paesi vicini e all’economia mondiale in caso di attacco. Ecco come potrebbe reagire l’Iran, scrive in una analisi il New York Times.
    Nel primo conflitto di quest’anno, gli iraniani si stavano preparando a una guerra prolungata di circa tre mesi. Di conseguenza, l’Iran ha limitato l’uso dei missili per sostenere settimane di attacchi contro Israele e obiettivi regionali, ha aggiunto. Al contrario, se dovesse scoppiare di nuovo una guerra, i leader iraniani prevedono combattimenti “brevi ma ad alta intensità”, inclusi pesanti attacchi coordinati contro le loro infrastrutture energetiche. Come potrebbe reagire l’Iran questa volta? In un nuovo ciclo di combattimenti, l’Iran potrebbe lanciare decine o centinaia di missili al giorno per “affrontare efficacemente il nemico e anche cambiare le carte in tavola”. Questo costringerebbe le nazioni arabe del Golfo a prepararsi a un’intensificazione degli attacchi contro le loro infrastrutture energetiche. Se i danni dovessero essere sufficientemente ingenti, potrebbero trascinare paesi come gli Emirati Arabi Uniti, il Kuwait e l’Arabia Saudita ancora più a fondo in una guerra che molti leader del Golfo hanno cercato di evitare.
    L’Iran potrebbe anche tentare di esercitare il controllo sullo Stretto di Bab el-Mandeb, uno stretto braccio di mare che collega il Mar Rosso al Golfo di Aden, attraverso il quale transita un decimo del commercio mondiale. Lo stretto si trova a ridosso del territorio controllato dagli Houthi, una milizia yemenita sostenuta dall’Iran. Nell’ultima fase dei combattimenti, gli iraniani hanno sfruttato la loro vicinanza allo Stretto di Hormuz per esercitare un’enorme influenza sull’economia mondiale. Se il governo iraniano ritiene che il suo controllo su quello stretto sia in pericolo, potrebbe voler “costringere gli Stati Uniti a concentrarsi su due fronti marittimi anziché su uno”. La milizia Houthi ha promesso di difendere l’Iran in caso di guerra regionale, ma ha reagito con cautela nell’ultima fase dei combattimenti.

  • 09:38

    Teheran: “Asse della resistenza più coeso che mai”

    Il portavoce del Ministero della Difesa iraniano ha respinto le affermazioni del presidente statunitense Donald Trump, secondo cui le capacità difensive dell’Iran sarebbero state distrutte, affermando che parte delle capacità militari del paese non sono ancora state utilizzate e che l’”asse della resistenza” è più coeso che mai. Così Iran International.
    Il generale di brigata Reza Talaei-Nik, portavoce del Ministero della Difesa e della Logistica delle Forze Armate iraniano, ha dichiarato all’emittente televisiva yemenita Al Masirah che Trump “non smette di fare affermazioni false” sulla forza militare dell’Iran. “Il prestigio degli Stati Uniti è crollato per mano delle nostre forze armate”, ha dichiarato Talaei-Nik.

  • 09:36

    Casa Bianca ribadisce, Iran deve rinunciare alle ambizioni nucleari

    L’Iran deve rinunciare alle sue ambizioni nucleari. Lo ha detto la portavoce della Casa Bianca Anna Kelly dopo la decisione di Donald Trump di sospendere l’attacco contro Teheran. L’Iran – ha spiegato – non può avere uranio arricchito, e questa rappresenta una linea rossa nelle trattative insieme al completo stop del programma nucleare iraniano. (

  • 09:31

    Araghchi: “Usa contraddittori e con richieste eccessive”

    Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha discusso a Teheran con il ministro dell’Interno pakistano degli sforzi in corso per porre fine alla guerra. Lo fa sapere il ministero di Teheran, riportato da Al-Jazeera.
    Il ministro degli Interni pakistano Mohsin Naqvi ha espresso ad Araghchi la speranza che gli sforzi del suo Paese contribuiscano a stabilire la pace nella regione. “Le posizioni contraddittorie e le richieste eccessive degli Stati Uniti rappresentano un ostacolo al processo diplomatico – ha detto Araghchi durante il colloquio – Apprezziamo gli sforzi di Islamabad per promuovere la diplomazia e prevenire un’escalation. Il nostro ingresso nel percorso diplomatico è stato determinante, nonostante i nostri dubbi sull’amministrazione americana”.

  • 09:25

    Trump: “Secondo alleati in Medio Oriente l’accordo con l’Iran è molto vicino”

    Trump, rispondendo ai giornalisti alla Casa Bianca, ha spiegato che alcuni alleati in Medio Oriente gli avrebbero riferito che si è “molto vicini a raggiungere un accordo” che impedirebbe all’Iran di ottenere armi nucleari. “È uno sviluppo molto positivo, ma vedremo se alla fine porterà a qualcosa”, ha aggiunto il presidente degli Usa ricordando che “abbiamo totalmente distrutto le capacità militari” dell’Iran e “la leadership”.

  • 09:03

    New York Times: “Iran ha riposizionato lanciatori di missili durante la tregua”

    L’Iran avrebbe sfruttato il mese e più di cessate il fuoco nella guerra contro Stati Uniti e Israele per prepararsi alla ripresa dei combattimenti, riposizionando i lanciatori di missili balistici. Secondo un articolo del New York Times, che cita un funzionario militare statunitense, da quando è entrato in vigore il cessate il fuoco l’8 aprile, l’Iran si è adoperato per “riallestire decine di siti di lancio di missili balistici colpiti dai bombardamenti, spostare i lanciatori mobili di missili e, nonostante le perdite significative, adattare le proprie tattiche a un’eventuale ripresa degli attacchi”. Il funzionario ha spiegato che gli attacchi statunitensi contro le capacità missilistiche iraniane hanno colpito le porte d’accesso ai siti, ma non i lanciatori, poiché questi erano sepolti in profonde grotte sotterranee per proteggerli dai raid.

  • 09:01

    Iran avvisa gli Usa: “Basta errori strategici, abbiamo il dito sul grilletto”

    “Gli Stati Uniti e i loro alleati non devono commettere più errori strategici o passi falsi, poiché le forze armate iraniane sono più preparate e più forti che in passato e hanno il dito sul grilletto”. Lo ha dichiarato il comandante del quartier generale centrale di Khatam al-Anbiya, Ali Abdollahi. “Risponderemo a qualsiasi rinnovata aggressione da parte dei nemici in modo rapido, deciso, potente ed esteso. Se i nostri nemici commetteranno un altro errore, lo affronteremo con maggiore forza rispetto al passato e taglieremo la mano a qualsiasi aggressore”, ha aggiunto, secondo quanto riportato da Tasnim.

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