L’alleanza tra il Pd e Silvio Berlusconi? “Se ci fosse, chiederei agli iscritti che ne pensano, attraverso un referendum“. Ventiquattro ore dopo le parole di Matteo Renzi all’assemblea dei circoli di Milano, arriva un messaggio chiaro in direzione del segretario del Pd. E ad inviarlo è il secondo classificato alle primarie del 30 aprile. “Quello di un partito della Nazione con Berlusconi sarebbe uno scenario inquietante e improponibile” dice Andrea Orlando per rispondere alle domande di Maria Latella su Sky Tg 24. Aggettivi netti che rilanciano una proposta già avanzata durante la campagna elettorale delle primarie: un referendum sulla possibile alleanza tra i dem e Forza Italia. Ipotesi che dopo l’esito delle ultime amministrative viene indicata da più parti come l’unica strada possibile per il ritorno di Renzi a Palazzo Chigi. “Mi pare che anche Renzi abbia negato. Ma se cessiamo di essere di sinistra sarebbe un’altra cosa. Ora bisogna lavorare per scongiurare questo scenario”, ha detto il Guardasigilli.

A rispondere è Lorenzo Guerini, coordinatore della segreteria del Pd, che già ora pare archiviare un’ipotesi di referendum interno. “L’unico governo con Berlusconi – dice Guerini – il Pd l’ha fatto con Bersani segretario e Orlando era nel gruppo dirigente: non ricordo come andò quella volta il referendum tra gli iscritti”. “Possiamo parlare dei risultati raggiunti? – si chiede Guerini interpellato dall’Ansa – Dei posti di lavoro creati con le riforme? Della quattordicesima a 3,5 milioni di pensionati? Delle stime al rialzo del Pil? Oppure delle idee per l’Italia di cui abbiamo iniziato a discutere nella due giorni a Milano con i nostri circoli? Dedichiamo le nostre energie a questo lavoro, credo sia più utile…”. Per il capogruppo alla Camera Ettore Rosato un’alleanza con Berlusconi non è in agenda:  “Siamo alternativi a Forza Italia, non è all’ordine del giorno né in programma un’alleanza con Berlusconi, lavoriamo per essere autosufficienti e per giungere con un Pd che si fa centrosinistra largo il 40 per cento. Orlando sarà sicuramente impegnato con noi in questa battaglia”.

Ma a rendere difficile una coalizione di centrosinistra – nonostante le speranze di Orlando, alcune uscite di Maurizio Martina e dall’altra parte di Giuliano Pisapia – era stata già la giornata di Roma, che ha inaugurato il movimento “federato” dall’ex sindaco di Milano, durante il quale da una parte Pierluigi Bersani aveva detto che il Pd “non è in grado” di rifare il centrosinistra, almeno per ora, e dall’altra Massimo D’Alema aveva chiarito che Pd e il soggetto nascente alla sua sinistra andranno al voto ciascuno per conto proprio.

Orlando predica ottimismo. E guarda il bicchiere mezzo pieno, cioè proprio Martina e Pisapia. “Non vedo contrapposizione tra le parole d’ordine delle due manifestazioni di Roma e Milano. Se guardiamo ai contenuti, penso alle parole di Martina che riprendono il filo di quelle di Pisapia, credo ci siano le condizioni per ricomporre il centrosinistra. A patto di mettere da parte e superare i personalismi“, dice Orlando. E l’opinione di Bersani che invece non reputa in grado il Pd di guidare il centrosinistra? “Ho riscontrato toni parzialmente diversi tra Pisapia e Bersani. Non mi aspetto che due soggetti che partono verso una ricucitura abbiano già all’inizio un’armonia, altrimenti non ci sarebbe lavoro da fare. Penso ci sia molto da fare, ma dove il centrosinistra si è diviso è stato sconfitto. Questa è una buonissima ragione per tutti per darsi da fare per ricostruire l’unità del centrosinistra”, dice il numero uno di via Arenula, consapevole che l’ostacolo principale per il suo progetto è la legge proporzionale con la quale si andrà con tutta probabilità alle prossime elezioni. “Se non si modifica il Consultellum- aggiunge infatti il Guardasigilli – vedo il rischio di un’alleanza Pd-Fi. Dobbiamo fare di tutto per scongiurare questo scenario. Alla direzione di luglio ci faremo sentire, non ci rassegneremo all’idea del proporzionale e spingeremo per costruire la coalizione partendo da una legge elettorale con premio di coalizione. È un passaggio inevitabile se vogliamo ricomporre il popolo”.

E in questo senso il ministro ha dedicato una battuta a Romano Prodi.  “Il contributo di Prodi è sempre assolutamente importante e mi auguro che non venga meno in questa fase. Spero che non ci siano tende che si spostano… Prodi, non solo può fare il Vinavil, ma può dare anche una mano sui contenuti”.