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Roma, vertice in Questura sulle violenze di matrice sionista: dietro gli ultimi raid la pista di una nuova “Brigata Vitali”

Alta tensione nella Capitale tra pro-Pal e giovani ebraici: la Digos indaga sulla rete di contatti di cui fa parte anche Eitan Bondì, il ragazzo fermato per gli spari del 25 aprile
Roma, vertice in Questura sulle violenze di matrice sionista: dietro gli ultimi raid la pista di una nuova “Brigata Vitali”
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Una riunione in Questura a Roma per censire i porti d’arma concessi alle persone legale alla comunità ebraica. E fare il punto su una pista investigativa: l’ipotesi che dietro le recenti violenze ultra-sioniste ci sia una nuova formazione chiamata “Brigata Vitali“. Il clima è ormai incandescente nella Capitale tra pro-Pal e giovani di religione ebraica, alla luce anche dell’ennesimo atto vandalico, con la tentata effrazione, due notti fa, in una vineria nel quartiere Garbatella che avrebbe dovuto ospitare la presentazione di un libro dal titolo “La Brigata ebraicaUna storia controversa dal 1944 a oggi“. Per quest’ultimo episodio, la Digos indaga nella rete di contatti di cui fa parte anche Eitan Bondì, il ragazzo di 21 anni arrestato nei giorni scorsi per aver sparato con una pistola softair a due militanti dell’Anpi, a margine delle celebrazioni per il 25 aprile. Sul caso al lavoro anche i poliziotti del commissariato Colombo.

A caldo, Bondì aveva dichiarato alla polizia di “far parte della Brigata ebraica”, salvo poi ritrattare e affermare di non appartenere ad alcun gruppo, anche in virtù della smentita arrivata proprio dalla Brigata ebraica (che ha sede solo a Milano). Gli investigatori nel frattempo hanno ricostruito una realtà diversa: il ragazzo era già segnalato dalla Digos a gennaio 2025 per un blitz alla Sapienza con tanto di striscione “firmato” con la stella di David. Bondì, secondo la polizia, farebbe parte della cosiddetta “Brigata Vitali”, una formazione giovanile ultra sionista costituitasi il 27 gennaio 2025, il giorno successivo all’azione alla Sapienza. Lo stemma, presentato sul canale Telegram “Israele Senza Filtri“, vede un teschio in campo nero con una rosa in bocca e una corona d’alloro sul capo, con sotto l’immancabile simbolo del sionismo. La Digos teme che la passione per le armi di Bondì – gli investigatori gli hanno trovato in casa quattro pistole, tre fucili di cui uno da cecchino e un migliaio di proiettili – possa non essere un unicum tra i ragazzi della Brigata Vitali, che si stanno ergendo a nuove sentinelle del Ghetto contro presunti episodi di antisemitismo, interpretando come tali anche manifestazioni di solidarietà al popolo palestinese. “Non saranno più tollerate azioni di bullismo e antisemite volte ad allontanare studenti ebrei dai licei pubblici”, il manifesto del 21 febbraio 2025, affidato a Telegram dopo alcuni scontri con i collettivi di sinistri al Liceo Manara di Roma.

Schermaglie tra ragazzi? Fino a un certo punto. La situazione in città, specie nel quartiere Marconi, è caldissima. Il 5 ottobre 2025, all’indomani di un corteo pro Pal in solidarietà alla Flotilla, sulla saracinesca di una panetteria kosher del Rione, è apparsa la scritta apertamente antisemita “Ebrei di merda bruciate tutti“. Ma quella è anche la zona dove si sono verificati diversi atti che la Digos riconduce agli “Amici della Brigata Ebraica“, di cui oggi molti sarebbero confluiti nella “Brigata Vitali”: le bombe carta al centro sociale La Strada, il pestaggio all’attivista italo palestinese Karem Rohana – nello stesso punto in cui sono avvenuti gli spari del 25 aprile. Poi c’è l’azione “premeditata”, ma a quanto pare isolata, di Eitan Bondì il giorno della festa della Liberazione. Ora l’obiettivo per la Questura è cercare di riportare la calma, limitare gli episodi di violenza e cercare di evitare un’escalation che rischia di far ripiombare la Capitale in un clima simile a quello degli anni di piombo.

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