Incidenti giovedì sera a Skopje nel parlamento della Macedonia, al cui interno hanno fatto irruzione gruppi di dimostranti che sostengono il fronte conservatore del partito Vmro-Dpmne dell’ex premier Nikola Gruevski, contrari a un governo di coalizione fra socialdemocratici e partiti della minoranza albanese (che costituisce il 25% della popolazione). L’irruzione è avvenuta dopo che alla presidenza del parlamento era stato eletto, sembra in modo non regolare, Talat Dzjaferi, del partito della minoranza albanese Dui.

Stando ai media locali, la situazione nel parlamento macedone è “molto tesa”. La polizia macedone ha completato in tarda serata lo sgombero del parlamento a Skopje con l’evacuazione di tutti i deputati e dei manifestanti che avevano fatto irruzione nell’edificio in segno di protesta per l’elezione alla presidenza dell’Assemblea di un esponente della minoranza albanese.

I feriti nei tafferugli e nelle violenze avvenute in parlamento sono stati almeno 45, compresi numerosi deputati e tre poliziotti. Tutti gli ingressi dell’edificio sono presidiati da agenti mentre a difesa del parlamento sono state erette barriere metalliche. Il presidente Gjorgje Ivanov ha convocato per oggi i leader di tutti i partiti per cercare di risolvere la situazione di profonda crisi. In un breve intervento in tarda serata ha lanciato un invito alla calma e alla moderazione affermando che solo il popolo macedone può risolvere i suoi problemi. Inviti al dialogo e alla fine delle violenze sono venuti da numerosi ambasciatori esteri e dal commissario Ue all’allargamento Johannes Hahn.