Un commando di talebani ha fatto una strage in una delle più importanti basi militari dell’esercito afghano. Secondo Shujauddin Shuja, un membro del Consiglio della provincia di Balkh, dove è avvenuto l’attacco, gli attentatori erano 10 e avrebbero ucciso “150 persone“. Inoltre oggi alla Dpa il capo del Consiglio provinciale, Mohammad Ibrahim Khair Andesh, ha detto che sono rimasti feriti 160 soldati nell’assalto avvenuto nel pomeriggio del 21 aprile. Secondo quanto invece ha fatto sapere Washington la vittime sarebbero 50. Ad essere stato colpito – l’attacco è stato rivendicato dal portavoce dei talebani –  è un centro di comando delle forze armate che si trova a pochi chilometri da Mazar-e Sharif. Si tratta del quartier generale Shaheen del 209esimo reggimento delle forze armate afghane che presidia gran parte del nord del Paese.

I talebani sono riusciti ad entrare nella caserma indossando divise dell’esercito regolare e utilizzando tre veicoli militari con documenti apparentemente ufficiali. Le forze armate riportano che gli assalitori hanno aperto il fuoco contro i militari mentre molti erano nella moschea e nella mensa della base. “La maggior parte dei nostri soldati era impegnato nella preghiera del venerdì al momento dell’attacco”, ha detto il portavoce del ministro della Difesa, Dawlat Waziri. Il ministero  ha indicato che dei dieci membri del commando che ha fatto strage di soldati disarmati che uscivano dalla moschea o che si trovavano in un refettorio per il pranzo, “due si sono fatti esplodere, sette sono stati uccisi nello scontro a fuoco (durato cinque ore), ed uno è stato arrestato”.

La rivendicazione dell’attentato è arrivata dal portavoce dei talebani, Zabihullah Mujahid, che ha dichiarato che l’attacco è una ritorsione per la recente uccisione di diversi leader del gruppo nel nord dell’Afghanistan: “Ecco gli eroi suicidi tattici delle coraggiosissime attività di Balkh”. Dietro i membri schierati con in mano un fucile kalashnikov si vede uno striscione bianco su cui c’è scritto in arabo: “Non c’è nessuno degno di preghiere, eccetto Allah. Maometto è il messaggero di Allah”. Mujahid ha spiegato che prima un kamikaze si è fatto esplodere “in mezzo alle forze in subbuglio”, e che poi “altri nove sono entrati con armi leggere e pesanti ed hanno cominciato una battaglia”. “Circa 500 mercenari, anche alcuni comandanti, sono stati uccisi o feriti. Il messaggio per il nemico è che i prossimi attacchi saranno più cruenti e devastanti”.

“L’attacco ai luoghi sacri è vietato da qualsiasi fede e quello che hanno fatto i talebani a Mazar è contrario a qualsiasi valore”. Così su Twitter il chief executive del governo di Kabul Abdullah Abdullah ha definito “codardo” l’attacco.

Anche l’ex presidente Hamid Karzai ha commentato la strage su Twitter: ”Condanno nei termini più duri l’attacco terroristico contro la nostra base militare a Mazar-e-Sharif che ha ucciso e ferito molti dei nostri valorosi soldati”. Intanto nel pomeriggio, in un quadro di massima sicurezza e senza contatti con i media, la caserma del Corpo d’armata Shaheen, la più grande dell’esercito nell’Afghanistan settentrionale, è stata visitata a sorpresa dal presidente Ashraf Ghani. La strage è stata condannata dallo stesso Ghani, dal comandante della Nato e della missione ‘Resolute Support‘, generale John Campbell, ed anche dai governi di Pakistan e India.