E’ una delle figure più vicine al segretario del Pd e ha raccolto la sua eredità a Firenze. Dario Nardella, sindaco del capoluogo toscano, si dice “molto preoccupato” per quello che avviene nel Pd e non sarebbe stupito, aggiunge, se Renzi “si tirasse fuori dalla corsa a premier”. Un indizio in più sulla confusione che regna nel Partito democratico e in particolare negli ambienti vicini all’ex presidente del Consiglio. Certo, Nardella – intervistato dal Corriere Fiorentino – gioca per buttare il pallone dall’altra parte del campo. “Vedo uno scontro solo sulle persone e non sulle idee. Ed alleanze ‘contro’: D’Alema, Emiliano, Rossi, tutti contro Renzi”. E questa non può essere l’unica proposta del Pd, dice il sindaco. “Ultimamente parlo molto con il segretario – continua il sindaco riferendosi a Renzi – e non mi stupirei se si tirasse fuori dalla corsa a premier, restando alla guida del partito, per vedere davvero cosa c’è dietro questi appelli congressuali: temo niente”.

A proposito del congresso Nardella, appoggiandosi su un vecchio adagio (“a pensar male si fa peccato ma spesso ci si indovina”), aggiunge che “forse il problema è solo come costruire le liste per le prossime elezioni. Forse sarebbe più ragionevole lavorare a delle primarie”. Sul partito Nardella non ha dubbi: alle prossime elezioni “deve presentarsi come partito unico, unico vero custode della tradizione costituzionale italiana”, ma anche “un partito inclusivo”, pronto ad aprire alla forze della società civile e a chiudere “alla nomenclatura dei capi bastone”. Pensa ai Vincenzo De Luca?, gli chiede il Corriere Fiorentino. “Su De Luca abbiamo fatto un errore, anche sulle capacità reali di consenso”. Infine sulle posizioni assunte dal presidente della Toscana Enrico Rossi, che si è candidato alla segreteria del Pd Nardella, che assicura di “non aver nulla contro di lui”, si dice “preoccupato che questa sfida all’ultimo sangue possa distrarlo dal ruolo per il quale tutti lo abbiamo sostenuto 24 mesi fa”.