Un’iniziativa dal basso per mappare l’inquinamento da biossido di azoto (NO2) nelle strade di Milano. Lo propone l’associazione ambientalista Cittadini per l’aria proprio nei giorni in cui il Dieselgate è tornato sulle prime pagine dei giornali, con il presunto coinvolgimento della Fiat Chrysler. Le accuse di autorità americane e tedesche contro la casa automobilistica riguardano proprio le emissioni allo scarico di alcuni modelli. “Tra i gas che inaliamo ogni giorno, uno dei più pericolosi è il biossido di azoto, che deriva principalmente dal traffico e in particolare dai veicoli diesel – spiega Anna Gerometta, presidente di Cittadini per l’aria -. Provoca irritazioni delle mucose, asma e bronchiti oltre a patologie più gravi come edemi polmonari ed enfisemi, con bambini e anziani tra i soggetti più a rischio. Gli ossidi di azoto (NOx), di cui fa parte il biossido, reagiscono poi in atmosfera e contribuiscono anche alla formazione del particolato secondario (PM2.5), che è cancerogeno. In poche parole, una moltiplicazione di veleni”. E visto che Milano è una delle città più inquinate d’Italia, l’iniziativa si propone di sensibilizzare i cittadini trasformandoli in “vedette per l’aria”.

L’obiettivo dell’associazione, che tra i primi ha denunciato i buchi nel report del ministero dei Trasporti sui test eseguiti in Italia sulle auto diesel, è di raccogliere più adesioni possibili entro il 20 gennaio, per poi partire con il monitoraggio a febbraio, mese in cui i livelli di inquinamento sono ancora elevati. Chiunque si iscriverà all’associazione nei prossimi giorni, contribuirà con la quota associativa da 30 euro alla mappatura: riceverà un kit con una fiala che, assorbendo l’aria esterna, rileva l’NO2. La fiala potrà essere appesa a un palo o a un lampione per strada (se il comune darà l’ok) vicino a casa, all’ufficio, o alla scuola dei figli, oppure a un balcone al primo piano o nel giardino del proprio condominio (qui le istruzioni per partecipare al progetto). Si potrà anche contribuire alla mappatura iscrivendosi al progetto e “donando” il kit, che poi verrà posizionato dai volontari dell’associazione, insieme agli altri kit donati, davanti alle scuole di Milano. Le misurazioni andranno avanti per quattro settimane, dopo di che le fiale verranno inviate al laboratorio per le analisi, dove si stabilirà la media di NO2 registrata in ogni punto di campionamento.

Il progetto, un esempio di iniziativa di citizen science, ha ricevuto il patrocinio della divisione di Chimica dell’ambiente e dei beni culturali della Società Chimica Italiana e avrà la supervisione scientifica della vice presidente della divisione e ricercatrice dell’università milanese Bicocca, Maria Grazia Perrone. Ma perché c’è bisogno di rilevatori posizionati dai cittadini, quando i dati sulle concentrazioni di NO2 vengono già forniti dall’agenzia regionale Arpa? “Le centraline dell’Arpa sono in numero ridotto – risponde Gerometta -. Mentre i livelli di concentrazione di NO2 nell’aria sono correlati all’esposizione al traffico, e variano da via a via. è importante sensibilizzare i cittadini sul livello di inquinamento presente nel punto che loro monitoreranno. E fare loro capire che al parco Sempione la concentrazione di NO2 è diversa che in corso Buenos Aires o davanti alla scuola dove ogni giorno portano i loro figli. Per avere una fotografia precisa della qualità dell’aria che respiriamo, e poter intervenire per migliorare i punti critici, è importante che partecipino tante persone”. Qualcosa di simile è già stata realizzata nella città belga di Anversa, dove la mappatura è stata il risultato dei dati provenienti da 2mila rilevatori. L’idea di Cittadini per l’aria è di fare dell’esperimento milanese un apripista per una campagna estesa a livello nazionale. Tra le prossime città papabili ci sono già Roma, Torino, Brescia e Lecco.

@gigi_gno