Ferrovie dello Stato ha deciso di ripristinare un tratto ferroviario inaugurato nella Capitale nel 1990 ma immediatamente chiuso dopo i mondiali di calcio perché non era garantita la sicurezza dei residenti. “Ma i problemi di allora non sono stati risolti – denuncia Stefania Mazzitelli, residente del quartiere Vigna Clara, a nord di Roma, dove dovrebbe riaprire la stazione. – Oggi come nel ’90 le vibrazioni sono eccessive, e molti palazzi hanno delle crepe ai muri. Non ci sono barriere antirumore adeguate, hanno ampliato una galleria del tratto ferroviario che passa sotto una strada a 3-4 metri dalle fondamenta dei palazzi, compresa una clinica con delle sale operatorie”. Problemi che le stesse Fs avevano rilevato nel 1990 e che portarono alla chiusura della stazione subito dopo il mondiale. Allarmati dalla riapertura, i residenti hanno presentato un esposto al Tar, anche perché “non è stata fatta nemmeno la valutazione d’impatto ambientale dell’opera”. Il tribunale amministrativo ha così concesso una sospensiva in attesa del giudizio di merito. Ma c’è dell’altro. Il tratto ferroviario che Fs intende riattivare confina con la zona protetta del Parco di Veio, e i residenti denunciano sversamenti di liquidi non meglio identificati nel rivolo dell’Aniene, un affluente che costeggia il parco. “Nella stazione che dovrebbero aprire – denuncia Max Petrassi, presidente di Greensideroma – sembrerebbe non esserci un allaccio in fogna, tant’è che durante uno dei lavaggi della stazione l’acqua è diventata completamente bianca”