Responsabilità affrontate da sola “come una ritardata mentale“. “Scelte del cazzo“, contornata dal “non plus ultra della merda”, “hai rotto er cazzo”, “Smettila de fa’ la bambina deficiente”, “Non rompere i coglioni altrimenti t’appendemo pe le orecchie ai fili dei panni sul balcone”. La destinataria è la sindaca di Roma Virginia Raggi. La mittente è Annalisa Taverna, attivista del Movimento Cinque Stelle a Roma e sorella della più nota Paola, senatrice e ex componente del mini-direttorio M5s per la Capitale (organismo che poi si è sciolto). Le parole sono datate 23 dicembre, la Taverna meno celebre le ha scritte in risposta a un commento di un’altra sostenitrice Cinquestelle che invitava a una manifestazione in sostegno alla prima cittadina. Fino a oggi nessuno le ha notate finché non sono state pubblicate in un tweet di Alessandro Onorato, consigliere comunale eletto in Campidoglio con la Lista Marchini.

Il messaggio, secondo Annalisa Taverna, sarebbe ironicamente lo striscione ideale da portare nella manifestazione in sostegno della Raggi. “Adesso ti attaccano tutti – scrive a un certo punto Annalisa Taverna, rivolta alla sindaca Raggi – ma me sembra il minimo”. Il problema, aggiunge, “è che per le tue scelte del cazzo nel marasma ci stiamo anche e soprattutto noi”, inteso come Cinquestelle. “Ogni tua mossa – continua la sorella della parlamentare – è sempre sembrata fatta apposta per farti cacciare a calci in culo e farci perdere Roma“. Poi si passa al tutto-maiuscolo, come a sottolineare il tono che si alza: “E’ arrivato il momento – si legge – che il popolo a 5 Stelle ti dica che hai rotto er cazzo, applica le regole del Movimento, ascolta Beppe e i nostri parlamentari, smettila de fa’ la bambina deficiente con manie de protagonismo e deliri de onnipotenza e comportati da 5 Stelle perché ti abbiamo votato pensando che lo fossi altrimenti chi te se cagava. Datte ‘na calmata e non rompere i coglioni altrimenti t’appendemo pe’ le orecchie ai fili dei panni sul balcone fino a che non rinsavisci perché non abbiamo nessuna intenzione di perdere un sogno, anni di lotta e sangue pe’ ‘na testa de cazzo“.