Eric Ben-Artzi, ex risk officer di Deutsche Bank, ha rifiutato un premio da 8 milioni di dollari offertogli dalla Sec, l’authority statunitense di vigilanza sui mercati, per aver denunciato un falso nei bilanci dell’istituto. Il whistleblower, secondo il Financial Times, ha declinato la sua percentuale di ricompensa (in totale 16,5 milioni) perché i vertici del gruppo tedesco non sono stati puniti. Secondo lui la multa da 55 milioni di dollari comminata a Deutsche Bank, e su cui viene calcolato il premio per chi ha avvertito le autorità, avrebbe dovuto essere pagata dai manager – a sua detta i reali responsabili – e non dagli azionisti.

Non solo: Ben-Artzi ha ventilato l’ipotesi che le “porte girevoli” tra la Sec e la maggiore banca tedesca abbiano avuto un ruolo nella mancata punizione dei dirigenti. “I principali legali della Sec hanno avuto posizioni di vertice nell’istituto e hanno occupato poltrone nei posti più alti dell’authority anche mentre erano in corso le investigazioni sulle malefatte di Deutsche bank”. Tra gli altri, il manager ha fatto il nome di Robert Khuzami, un avvocato di Deutsche Bank che dal 2009 al 2013 è stato capo della divisione enforcement della Sec.

La Sec dopo la segnalazione ha verificato che l’istituto aveva falsato i propri conti relativamente alla valutazione delle posizioni in derivati. e si era resa responsabile di non aver disposto “controlli interni adeguati”.