Dichiarazione dei redditi, che fare se si è rimasti senza datore di lavoro causa licenziamento, dimissioni o pensione
Per i lavoratori che nel corso del 2026 si trovano senza un datore di lavoro – perché licenziati, dimessi o neo-pensionati – la stagione della dichiarazione dei redditi presenta una sfida tecnica: l’assenza del sostituto d’imposta. Normalmente è l’azienda a rimborsare i crediti in busta paga o a trattenere i debiti Irpef: in assenza di questa figura, il contribuente deve gestire la pratica direttamente con l’Agenzia delle Entrate.
Questa situazione, pur non precludendo l’accesso ai rimborsi spettanti, richiede una procedura specifica che passa attraverso il Modello 730/2026 senza sostituto d’imposta. Possono utilizzare questo strumento quanti siano senza un impiego o chi ha cessato il rapporto lavorativo per andare in quiescenza prima della scadenza dei termini di adempiere ai propri doveri fiscali e recuperare le somme pagate in eccesso durante l’anno precedente.
Modello 730/2026 senza sostituto d’imposta, chi lo può utilizzare
Il Modello 730/2026 senza sostituto d’imposta si rivolge specificamente a coloro che, pur avendo percepito redditi da lavoro dipendente, pensione o redditi assimilati nel corso del 2025, non hanno un rapporto di lavoro attivo nel momento in cui la dichiarazione deve essere presentata, ovvero nel periodo compreso tra maggio e il 30 settembre 2026.
Questa platea di contribuenti include i disoccupati che percepiscono l’indennità Naspi, i lavoratori stagionali tra un contratto e l’altro e i nuovi pensionati che non hanno ancora visto perfezionarsi l’aggancio del proprio profilo fiscale presso l’Inps. Spesso si commette l’errore di pensare che la Naspi funga da sostituto d’imposta automatico per il 730; sebbene l’Inps eroghi l‘indennità, la procedura “senza sostituto” rimane la via più lineare per chi ha avuto interruzioni contrattuali, poiché evita intoppi nelle comunicazioni telematiche tra enti diversi.
La procedura è accessibile anche a chi decide di utilizzare la dichiarazione precompilata, uno strumento che l’Agenzia delle Entrate ha messo a disposizione a partire dallo scorso 30 aprile 2026 sul proprio portale istituzionale (dal 14 maggio è possibile iniziare ad inviarla). Per procedere correttamente, il contribuente deve prestare estrema attenzione alla fase di compilazione iniziale, specialmente per quanto riguarda il frontespizio del modello. È necessario barrare con precisione la casella specifica che indica l’assenza del sostituto d’imposta. Questo passaggio è cruciale per il corretto instradamento dei flussi di denaro. Omettere questa indicazione o inserire erroneamente i dati di un ex datore di lavoro comporterebbe il fallimento del conguaglio, poiché l’Agenzia delle Entrate invierebbe i dati contabili a un’azienda che, non avendo più il lavoratore a libro paga, sarebbe costretta a respingere il modulo 730-4, bloccando di fatto ogni operazione di rimborso e costringendo il cittadino a procedure di rettifica lunghe e tediose.
Come devono essere gestiti i crediti: il conto corrente
Uno degli aspetti che genera maggiore preoccupazione tra i contribuenti riguarda la tempistica e le modalità di ricezione dei rimborsi Irpef. Per chi presenta il Modello 730/2026 senza sostituto d’imposta, l’erogazione delle somme a credito non avviene con la rapidità tipica della busta paga estiva.
Mentre un lavoratore attivo vede generalmente il rimborso tra luglio e agosto, chi è senza sostituto deve armarsi di pazienza. L’Agenzia delle Entrate effettua i controlli necessari e procede all’accredito diretto sul conto corrente del beneficiario. Per questa ragione, è di vitale importanza indicare correttamente il codice IBAN all’interno della dichiarazione o nell’apposita sezione dedicata ai servizi telematici del sito dell’Agenzia. In assenza di coordinate bancarie valide e certificate, il rimborso viene erogato attraverso un assegno postale, che dilata ulteriormente i tempi e aumenta esponenzialmente il rischio di disguidi o smarrimenti.
Le somme per chi ha scelto questa modalità inizieranno a essere versate tra il mese di dicembre 2026 e i primi mesi del 2027. Questo ritardo strutturale è dovuto alla necessità tecnica dell’amministrazione finanziaria di verificare la legittimità di ogni singola istanza prima di autorizzare il bonifico massivo.
Tasse da pagare: si versano con un Modello F24
Se dalla dichiarazione dei redditi dovesse emergere un debito d’imposta, il contribuente non potrà fare affidamento sulla trattenuta automatica in busta paga. In questa situazione, il sistema della precompilata o il software del CAF genera automaticamente uno o più modelli F24.
Il diretto interessato ha la responsabilità di provvedere al pagamento delle somme dovute entro le scadenze ordinarie. È importante sottolineare che il contribuente ha la facoltà di scegliere tra il versamento in un’unica soluzione o la ripartizione in rate mensili. Questa seconda opzione, pur comportando l’applicazione di interessi minimi di rateizzazione, permette di gestire meglio il proprio flusso di cassa in un momento di fragilità lavorativa o di transizione.
Il pagamento del modello F24 può essere effettuato tramite i servizi di home banking, presso gli uffici postali, gli sportelli bancari o attraverso i canali telematici dell’Agenzia delle Entrate come F24 Web. È fondamentale conservare le ricevute di pagamento, poiché in assenza di un sostituto d’imposta che certifichi l’avvenuta trattenuta, l’F24 quietanzato rimane l’unica prova documentale del corretto adempimento dei propri doveri fiscali. In caso di mancato pagamento entro i termini, il contribuente dovrà ricorrere all’istituto del ravvedimento operoso per evitare sanzioni più pesanti in sede di controllo automatizzato.
Licenziamento in corso d’anno e dichiarazioni integrative
Esiste poi la casistica particolare del lavoratore che cessa il rapporto d’impiego proprio nel mezzo della stagione dichiarativa, magari dopo aver già inviato la dichiarazione dei redditi. Se il Modello 730 viene presentato mentre il rapporto è ancora in essere, ma il licenziamento avviene prima che l’azienda possa effettivamente eseguire le operazioni di conguaglio sulla busta paga, il sostituto d’imposta ha l’obbligo di comunicare tempestivamente al dipendente e all’erario l’impossibilità di procedere con le operazioni. In questa eventualità, il contribuente non deve farsi prendere dal panico ma deve intervenire tempestivamente.
Entro il 25 ottobre 2026 è possibile presentare un Modello 730 integrativo per correggere i dati del sostituto o per modificare la modalità di ricezione del rimborso. Se invece il lavoratore si accorge dell’errore o del mutamento di status dopo tale data, dovrà necessariamente provvedere autonomamente al pagamento dei debiti non trattenuti tramite F24, o attendere i tempi più lunghi del rimborso diretto dall’Agenzia delle Entrate qualora la sua posizione risultasse a credito.