La crisi dei rifiuti a Roma? “È sistemica e abbiamo scarse risorse e tempi brevi: lavoriamo con il rischio sanitario dietro l’angolo”. Il presunto conflitto d’interessi dell’assessora all’Ambiente Paola Muraro? “Una persona competente che forse è diventata scomoda”. Le passate gestioni di Ama, la società che si occupa della raccolta dei rifiuti nella Capitale? “Forse è materiale d’indagine per l’Anticorruzione di Raffaele Cantone“. Parola di Virginia Raggi, la sindaca eletta dal Movimento 5 Stelle a Roma, intervenuta in Campidoglio per partecipare al consiglio comunale straordinario sui rifiuti.  “A noi non spaventa la campagna diffamatoria di certa stampa, d’altronde eravamo preparati già dalla campagna elettorale a certi giochi. Un vero ringraziamento, invece, va agli operatori Ama che da quando ci siamo insediati ci sono stati vicini.”, ha premesso la prima cittadina, che poi ha sottolineato come occorra “affrontare nei prossimi sei mesi la crisi dei rifiuti in cui ci hanno trascinato. Noi siamo chiamati a fronteggiare uno stato di crisi sistemica con scarse risorse e tempi estremamente ridotti, dovendo sempre lavorare con il rischio sanitario dietro l’angolo“. 

Un discorso, quello andato in onda stamattina nell’aula Giulio Cesare del Campidoglio,  che era stato anticipato da un post pubblicato dalla Raggi sul suo profilo facebook nella notte: “Al lavoro sui rifiuti alle 22 e 15: ce la faremo”, ha scritto la prima cittadina, postando una foto che la ritrae in compagnia l’assessora Muraro. Ed è proprio alla Muraro che la sindaca dedica un paio d’importanti passaggi del suo intervento, replicando a Michela De Biase: la capogruppo del Pd in Assemblea Capitolina, infatti, aveva chiesto lumi sui compensi incassati dall’assessora all’Ambiente durante i suoi trascorsi da consulente di Ama. “Ha percepito 1,1 milioni lordi in 12 anni, compensi che stanno nei valori di mercato: semmai è scandaloso che altri consulenti abbiano ricevuto compensi ben più onerosi, si pensi a 900mila euro di parcella unica per un lavoro di un anno di uno studio legale”, ha detto la prima cittadina, specificando che “l’assessora ha consentito ad Ama di risparmiare ben oltre 900 milioni di euro per il lodo Ama-Colari. Non si può, dunque, eccepire che Muraro non sia competente: forse, però, poi è diventata troppo scomoda“.

Raggi ha poi tirato in ballo il caso di Maurizio Pucci, dirigente Ama ed ex assessore ai Lavori pubblici della giunta di Ignazio Marino: “Quando il suo nome uscì dalle intercettazioni di Salvatore Buzzi (considerato uno dei personaggi principali dell’inchiesta su Mafia Capitale ndr), il sindaco Marino lo difese a spada tratta, rispondendo con le parole di Papa Francesco : guardiamoci dal terrorismo delle chiacchiere, disse. In questo caso il passaggio da dirigente Ama ad assessore andava bene e questa difesa andava bene, oggi no. Si potrebbe pensare ad una sorta di doppiopesismo, sicuramente così non è”. “Perché ho scelto Muraro? – ha continuato – Ho valutato il cv di molti esperti, alcuni assai teorici. Muraro è in grado di mettere le chiavi in Ama e far girare la macchina Ama e lo sta già facendo e questo spaventa”. Alla fine l’aula del consiglio comunale ha respinto, con 24 voti contrari e 5 favorevoli, l’ordine del giorno presentato da Fratelli d’Italia che chiedeva alla sindaca di revocare l’incarico di assessore concesso a Muraro.  

In tutta la prima parte del suo intervento, invece, Raggi ha ripercorso tutta la gestione recente dell’emergenza rifiuti nella Capitale. “Siamo consapevoli – ha detto – dell’attuale situazione pre-emergenziale ma mi sembra che la città sia molto più pulita e i romani lo vedono, i romani sanno bene chi ha ridotto la città in questo modo. Il sistema della gestione dei rifiuti a Roma è ingessato, serve un tavolo istituzionale permanente con Regione, prefettura ed Ama. Domani l’assessora Muraro si recherà in Regione e si inizierà a lavorare alla creazione di questo tavolo”. Mentre sulle passate amministrazioni della società che si occupa dello smaltimento rifiuti della Capitale, la sindaca ha annunciato l’intenzione di chiedere l’interessamento dell’Authority di Cantone. “Stiamo lavorando per presentare all’Anac, l’autorità nazionale anticorruzione, una relazione”. Il motivo? “Ama ha un addetto ogni 367 abitanti, ma è fallita la pulizia e la raccolta. Entro il primo semestre del 2015 l’Ama avrebbe dovuto arrivare alla piena efficienza impiantistica, invece esporta rifiuti verso il nord e oltre confine: Roma organizza 4mila viaggi all’anno con un costo di 80 milioni di euro l’anno”, ha spiegato la sindaca.

“Potevamo dotarci di impianti di proprietà – ha continuato – e non è stato fatto. Entro dicembre 2015 si sarebbero dovuto avviare i lavori di costruzione di un eco-distretto a Rocca Cencia, un’opera da eseguire in dodici mesi. Come siamo messi a sette mesi dalla posa della prima pietra? La gara è stata bandita, risultano due offerte ma l’anomalia è che da una parte l’eco-distretto non è previsto dal piano regionale e dall’altro che manca l’acquisizione della Via. Il cronoprogramma non può essere rispettato ed era prevedibile, tra l’altro nell’anno del Giubileo con aumento del conferimento: come possono la dirigenza Ama e le precedenti amministrazioni non avere cognizione della tempistica e della collocazione di questi impianti. Sarà materia di Cantone?”.

Poi Raggi è intervenuta anche sulla questione del tritovagliatore di Rocca Cencia, impianto di proprietà di Manlio Cerroni – alias l’ottavo re di Roma, sotto processo per traffico illecito di rifiuti e truffa  – che aveva portato la sua amministrazione – e in particolare proprio l’assessore Muraro – al muro contro muro con Daniele Fortini, ex ad di Ama.  “Con la gestione Filippi e Fortini – ha detto la sindaca – Ama ha continuato a conferire nell’impianto tritovagliatore di Cerroni fino a febbraio di quest’anno. La domanda è: perché fino a pochi mesi fa il tritovagliatore è stato tranquillamente utilizzato e solo a febbraio di quest’anno non più? Forse quando si iniziava a capire che il M5S avrebbe potuto tentare la scalata al Campidoglio si è optato per non usarlo più, senza però prevedere soluzioni alternative e percorribili sin da giugno, quando notoriamente viene registrato un picco di rifiuti a Roma?”.

Sempre a proposito dello scontro tra Fortini e Muraro, Raggi è stata chiamata a chiarire quale fosse il “dossier” citato più volte dall’assessora all’Ambiente. Muraro – ha spiegato la sindaca – ha fatto riferimento ad un dossier che si compone della corrispondenza intercorsa tra la stessa e i vertici Ama, in particolare l’ex presidente Fortini e l’ex dg Filippi relativi alla gestione degli impianti Tmb e non solo. Tale documentazione sarà oggetto di valutazione nella seduta della commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti richiesta da Muraro, che sarà sentita il 5 settembre”. Per il futuro, invece, l’esponente dei 5 Stelle ha spiegato che per il futuro “sarebbe auspicabile raggiungere il 75 per cento di raccolta differenziata  da qui alla fine della consiliatura. E non è che non vogliamo dare percentuali sulla differenziata, ma non abbiamo il dato della raccolta diferenziata di Ama”.

Alla Raggi hanno poi replicato alcuni esponenti dell’opposizione. “Il suo problema onorevole Raggi è che deve smettere questi panni da campagna elettorale e dirci che cosa vuole fare”, ha detto il consigliere del Pd – e candidato sindaco sconfitto al ballottaggio – Roberto Giachetti. “Non ho motivo di prendermela con l’assessore Muraro – ha aggiunto l’esponente dem –  Il mio problema è il conflitto d’interesse che c’è. Sono lieto però che negli ultimi giorni abbiate scoperto che c’è una differenza tra intercettazioni che hanno una rilevanza penale e quelle che non ce l’hanno: noi questa cosa la conoscevamo già”. Poi la capogruppo dem De Biase è tornata all’attacco: “Prendiamo atto del forte imbarazzo che serpeggia all’interno M5S ma ci chiediamo: dov’è Di Battista oggi? Perché non è in Aula a gridare: onestà onestà? Non se l’è sentita di tornare a farlo appena due mesi dopo?”.