Francamente tutto questo chiacchiericcio su Roma e le Olimpiadi mi sembra senza né capo né coda.

Chiunque viva a Roma sa che in questa città la qualità della vita non era mai arrivata così in basso: i servizi pubblici sono al collasso, regna il totale disordine, nelle strade vige la legge del più prepotente, manca del tutto la normale manutenzione, gli spazi verdi sono spesso discariche di rifiuti, le strade sono piene di buche… e, purtroppo,  tanto altro ancora.

Abbiamo appena appreso che le passate amministrazioni hanno lasciato Roma al limite della emergenza, senza alcun piano organico per lo smaltimento e il recupero dei rifiuti prodotti “normalmente” dai romani, tanto è vero che, allo stato, si sta programmando di continuare a portarli per diversi anni in altre città o addirittura fuori Italia, con costi e rischi facilmente immaginabili.

Sappiamo tutti che a Roma l’inquinamento da traffico è largamente superiore ai limiti di sicurezza per la salute con la sola eccezione delle domeniche che, non a caso, sono le uniche, ogni tanto, ad essere proclamate “senza auto”,  in un tentativo farsesco di scrollarsi da dosso le responsabilità.

Emblematico è quanto capitato ad un noto ambientalista romano che, per anni, ha preferito vivere la città ecologicamente, usando la bicicletta: quando si è fatto la radiografia ai polmoni, gli hanno detto che i suoi polmoni erano neri e doveva immediatamente smettere di fumare: lui che non ha mai fumato!

Né la situazione è migliore per l’inquinamento delle acque: gli errori ed i ritardi di decenni hanno dotato Roma di impianti di depurazione dei rifiuti fognari largamente insufficienti che spesso vengono bypassati per evitarne il tilt; anche perché spesso, per fare in fretta, i collettori romani sono stati ricavati intubando le vecchie “marrane”, con una situazione non controllabile con un normale depuratore urbano. E tanto più che almeno un terzo dei rifiuti liquidi prodotti a Roma non risulta neppure incanalato nei collettori. Non è certo un caso se ogni estate, quando fa caldo e arrivano piogge abbondanti, vi sono estese morie di pesci nel Tevere; stupisce solo come fa il nostro fiume a resistere ancora nonostante i liquami che ogni giorno vi vengono riversati.

Ma la situazione è drammatica anche per l’inquinamento acustico, quasi sempre superiore, in molte strade, ai limiti di sicurezza. E guardate che i danni provocati dall’inquinamento acustico alla nostra salute, pur se non immediatamente percepibili, non sono assolutamente da sottovalutare.

In questa tragica situazione pensare oggi di programmare un evento che porti a Roma milioni di presenze mi sembra pura follia. Come faremo fronte all’aumento massiccio di rifiuti, di liquami, di rumore, di scarichi di auto? E quale effetto potrà avere sul traffico romano, già spesso al limite della paralisi o sul carente (per usare un eufemismo) sistema del trasporto pubblico romano la venuta di migliaia e migliaia di autobus carichi di turisti più o meno olimpionici?

Ancora più allucinante mi sembra la giustificazione di chi, non potendo negare queste evidenze, continua a chiedere le Olimpiadi perché esse sarebbero, in sostanza, il grimaldello che porterebbe a Roma i finanziamenti per risolvere tutti i problemi della capitale. Dico subito che, già sotto il profilo etico, si tratta di una giustificazione inaccettabile, specie se si parla di Olimpiadi e cioè di un evento connotato da una fortissima valenza ideale a livello mondiale. Ma è comunque inaccettabile in una città come Roma che, tanto per fare un solo esempio, a distanza di 30 anni, ancora aspetta la “cura del ferro” più  volte finanziata.

Insomma, anche accettando questa logica distorta in nome di una singolare “realpolitik”, partendo dalla situazione attuale, si possono correre rischi così rilevanti per la salute e per l’ambiente dei romani, fidando nella “speranza” che arrivino i soldi e si risolvano in breve tutti i gravissimi problemi ormai endemici della capitale?

Non può essere questa una priorità per Roma. Oggi l’unica vera priorità è quella di mettere fine ai guasti di tanti anni di malgoverno e riportare, senza espedienti e pericolose scorciatoie, ma con una buona politica, la città ad una condizione di “normalità”: compito non facile e certamente non di breve durata. Poi, eventualmente, si potrà parlare di Olimpiadi.