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Olimpiadi, la Corte dei Conti del Veneto apre un’indagine sulla pista da bob: nel mirino i danni all’impianto

I magistrati contabili hanno aperto un fascicolo sulla riconsegna dello Sliding Center a Simico per terminare i lavori: chi paga per i danni scoperti dopo le gare olimpiche?
Olimpiadi, la Corte dei Conti del Veneto apre un’indagine sulla pista da bob: nel mirino i danni all’impianto
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La Procura regionale della Corte dei Conti per il Veneto indaga sulla pista da bob di Cortina. I magistrati contabili, come rivelato oggi da i quotidiani veneti del gruppo Nem, hanno aperto un fascicolo per un possibile danno erariale connesso allo Sliding centre costruito e utilizzato per le Olimpiadi di Milano-Cortina 2026. Nello specifico, nel mirino della Procura ci sono eventuali illeciti legati alla riconsegna – siglata nei giorni scorsi dal Comune di Cortina, Fondazione Milano Cortina e Simico – per la riparazione di alcuni danneggiamenti riscontrati dopo i Giochi invernali.

Come aveva scritto Il Fatto Quotidiano, infatti, pochi giorni dopo la fine degli eventi olimpici il Comune aveva contestato danni per centinaia di migliaia di euro all’impianto, a seguito delle gare, e incaricato uno studio legale di seguire il contenzioso e l’acquisizione dell’opera costata più di 130 milioni di euro. A causa dei danni e del veto del Comitato olimpico internazionale, è anche saltato il campionato italiano degli sport di scivolamento che era previsto per il 10-12 marzo a Cortina. Era stato il direttore dei lavori Michele Titton, per conto di Simico, a effettuare un sopralluogo subito dopo le gare. Ha steso una relazione di 45 pagine, corredata di foto, che sempre Il Fatto Quotidiano aveva pubblicato: mostravano lo stato di abbandono della pista da bob e i danni all’impianto, con ben 112 segnalazioni.

Su quest’ultimo punto, la Procura veneta della Corte dei Conti vuole verificare se i problemi riscontrati siano imputabili alla gestione dell’impianto da parte della Fondazione Milano Cortina durante i Giochi o se siano antecedenti all’evento olimpico. In sostanza, verificare se vi sia un ammaloramento delle strutture, o un danneggiamento a causa del loro utilizzo. Ad oggi, spiegano i quotidiani veneti, non sono stati ancora formalizzati i danni erariali e le eventuali responsabilità, ma il fascicolo va avanti.

Società infrastrutture Milano Cortina (Simico), deve riprendere i lavori nel cantiere, perché l’impianto è ancora incompleto nonostante abbia funzionato per i Giochi e serviranno parecchi mesi prima di concludere l’appalto. Ma i danni alla pista da bob hanno bloccato la riconsegna della pista da bob per oltre un mese. Si tratta di una guerra tutta interna agli attori che ruotano attorno alla grande macchina olimpica. Simico e Pizzarotti, che ha eseguito i lavori, hanno sempre negato responsabilità: “Lo Sliding Centre di Cortina è stato realizzato e consegnato, a regola d’arte, in tempi record”, viene ribadito in un recente comunicato. Di conseguenza, sarebbe Fondazione Milano-Cortina a dover pagare i danni, causati secondo la loro versione dall’utilizzo dello Slinding Centre durante i Giochi.

Il Comune di Cortina, dal canto suo, parla di rimpallo di responsabilità. Ma non ha bloccato l’iter di riconsegna della pista, che è passata dalla Fondazione a Simico – per tramite del Comune – senza la sistemazione dei danni. “Sono state fatte delle riserve dove si verificheranno le responsabilità, certamente non imputabili all’amministrazione”, aveva assicurato il sindaco di Cortina, Gianluca Lorenzi. I magistrati contabili però vogliono vederci chiaro. Anche perché di mezzo ci sono le tasche dei cittadini. Questa vicenda è solo un antipasto di quello che potrà accadere nei prossimi anni, con il rischia che la pista diventi un peso economico insostenibile. Una società specializzata ha quantificato dal 2027 in poi spese di gestione annue crescenti, con un passivo di gestione di circa 600mila euro all’anno. A fronte dei danni documentati per una sola sessione di gare, seppur impegnativa come le Olimpiadi, la cifra prevista di 94mila euro all’anno per la manutenzione ordinaria appare irrisoria.

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