“Chi non si accontenta lotta”, si legge sui volantini per il Gay Pride in programma sabato 11 giugno a Roma. Protagonisti della campagna pubblicitaria uomini, donne, famiglie che, sorridenti, posano davanti alla scalinata del Palazzo della Civiltà italiana, il “Colosseo Quadrato” dell’Eur, costruito per l’Esposizione universale del 1942 a Roma e mai utilizzata fino al 2015, quando Fendi ha deciso di farne il suo quartier generale. Ed evidentemente anche di farne un luogo simbolico, alla luce della richiesta che la maison, acquisita nel 2001 dal gruppo francese Lvmh, ha fatto questa mattina al Coordinamento Roma Pride: “Ritirate e distruggete le immagini della campagna per il Pride”, si legge in una comunicazione ufficiale dei legali della Maison Fendi. A denunciarlo è stato Mario Colamarino, presidente del Circolo Mario Mieli: “La Maison Fendi sostiene infatti che – spiega il presidente – sia stato fatto un ‘uso improprio’ dell’immagine del Palazzo della Civiltà Italiana, presente negli scatti della campagna, di cui rivendica di essere licenziataria esclusiva dell’immagine”.

Il Circolo Mieli, capofila del Coordinamento Roma Pride, organizzatore della parata e di tutti gli eventi e le iniziative ad essa collegate, è convinto ci sia un equivoco di fondo. “Non è possibile immaginare, infatti, che una società che sta sul mercato e che ha tra i suoi clienti ha anche le persone lgbt – prosegue Colamarino – si senta in alcun modo danneggiata dall’indiretto collegamento con una manifestazione per i diritti umanitari organizzata da una storica associazione che fonda il suo lavoro al servizio dei diritti civili, sul volontariato dei propri soci ed attivisti che in passato ha collaborato proprio con Fendi in occasione della Giornata mondiale di lotta all’Aids. A questo punto ci chiediamo – conclude – se per ‘uso improprio’ la Maison Fendi non voglia alludere alla presenza di persone appartenenti alla comunità Lgbtqi fotografate con il palazzo sullo sfondo. Non intendiamo ritirare la campagna del Roma Pride anche perché il ‘Colosseo Quadrato’ per i romani non sarà mai privato. È un simbolo della città“.

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

Comunicato congiunto tra Fendi e Roma Pride in merito al chiarimento dell’equivoco inerente all’utilizzo dell’immagine di Palazzo della Civiltà Italiana.

Da sempre per FENDI la valorizzazione delle diversità professionali, culturali e di genere è parte integrante della cultura della società, la quale in nessuna attività, interna o esterna, discrimina in base all’orientamento sessuale, identità di genere, razza, colore, sesso, religione, opinioni politiche, nazionalità, origini sociali, etnia, invalidità, età, stato civile o altra condizione personale. L’ambizione e la volontà di FENDI sono sempre state quelle di creare team di lavoro eterogenei che riflettano e rispettino le diversità, ritenendole un’importante fonte di arricchimento culturale. FENDI ha chiarito l’equivoco con Roma Pride autorizzando l’utilizzo di Palazzo della Civiltà Italiana nella campagna sostenendo, quindi, la manifestazione del Roma Pride 2016 che si sta tenendo in questi giorni a partire dal 3 giugno fino al 12 giugno e che avrà come momento principe la Grande Parata dell’11 giugno. Il Roma Pride e il Circolo di Cultura Omosessuale “Mario Mieli” sono lieti di constatare l’impegno di FENDI con tutta la comunità LGBTQI e la rinnovata collaborazione che ha unito Fendi e il Circolo di Cultura Omosessuale “Mario Mieli” fin dagli anni ’90.

Fendi – Circolo di Cultura Omosessuale “Mario Mieli” – Roma Pride

Articolo aggiornato alle 23.30 del 9 giugno