A neanche quattro mesi dall’entrata in vigore della riforma del mercato elettrico, arrivano le prime denunce dei consumatori per essersi ritrovati nella buca della posta una bolletta della luce molto più cara. Federconsumatori e Adusbef fanno infatti sapere di stare ricevendo segnalazioni di utenti che lamentano aumenti fino a un terzo del normale importo. “Una vera catastrofe per i bilanci familiari, già duramente messi alla prova dalla grave situazione economica e da una ripresa del sistema economico che tarda ad arrivare”, dicono le due associazioni.

Dal primo gennaio le bollette elettriche si calcolano infatti con un nuovo sistema tariffario, come ha stabilito l’Autorità per l’Energia. La riforma interessa 30 milioni di utenti elettrici domestici italiani, elimina la progressività e sposta gli oneri di rete e di sistema dalla componente variabile a quella fissa. In parole povere, questo vuol dire che i costi della luce non verranno più stabiliti in base ai consumi, come invece si prevedeva prima. In questo modo – secondo l’Autorità – si vuole “sostenere la diffusione di consumi efficienti oggi penalizzati da costi eccessivi, semplificare e rendere più trasparente la bolletta, rendere quello che paghiamo più equo e realmente aderente ai costi dei servizi di rete”.

Parole duramente contestate dai consumatori che hanno da subito risposto che i conti non tornavano e che, al contrario, le bollette sarebbero aumentate disincentivando tra l’altro il risparmio energetico. E difatti, stando a quanto dicono ora Federconsumatori e Adusbef, le cose stanno andando proprio così. Tra le molte segnalazioni, un caso emblematico è quello di una signora che non ha consumato nulla eppure si trova un aumento. “Ho letto con grande sorpresa gli importi riportati nella bolletta che mi è arrivata per i consumi elettrici di una seconda casa nella quale non metto piede da mesi. A fronte di un consumo pari a 0, dovrò pagare 34,45 euro (per gennaio e febbraio). A dicembre ho pagato, per un consumo quasi pari a zero, 13,77 euro (per un mese). Mi chiedo il perché di questo aumento assurdo. D’ora in poi meno consumerò più pagherò?”, scrive la signora che tra l’altro lamenta di non aver mai ricevuto nessuna comunicazione su questi aumenti: “Chi avrebbe dovuto informarmi? E meno male che si chiama servizio di maggior tutela!”, chiosa la consumatrice.

Una situazione quindi paradossale che spinge le due associazioni a chiedere a governo e Autorità di adottare “al più presto provvedimenti utili ad arginare” gli effetti negativi della riforma. A iniziare da quello sul bonus sociale: c’è poca informazione ed è troppo complesso l’iter burocratico per la richiesta, chiosano le due associazioni. Secondo cui per questi motivi la percentuale di fruizione del bonus da parte delle famiglie aventi diritto è ancora del tutto marginale: solo 900mila su 3,5 milioni di famiglie aventi diritto. Insomma, “bisogna semplificare l’iter” di accesso.

Punto quest’ultimo su cui è d’accordo anche l’Autorità per l’Energia, che dice di aver chiesto più volte al Governo il potenziamento del bonus. Divergenti invece i numeri sugli aumenti della bolletta causati dalla riforma. L’Aeegsi stima infatti rincari di 0,9 euro per il 2016: circa quindi 11 euro all’anno su 502 complessivi di spesa stimata per famiglia tipo. Il rincaro sarebbe quindi di appena il 2%. Meno ancora nel 2017 e 2018, per cui l’aumento sarebbe rispettivamente di 0,09 euro e 0,86. Ora bisognerà quindi capire se le denunce arrivate in questi giorni alle due associazioni sono casi limite o il fenomeno è invece più esteso.

In questo quadro i consumatori continuano a guardare preoccupati anche al ddl Concorrenza che prevede l’abolizione del mercato tutelato nell’energia per famiglie e piccole imprese. Senza modifiche – dicono Federconsumatori e Adusbef – si lasceranno “i cittadini in balia di nuovi aumenti, pratiche commerciali scorrette e abusi, essendo queste, ad oggi, le caratteristiche peculiari del mercato libero del nostro Paese”.

Dopo le dimissioni del ministro dello Sviluppo economico, Federica Guidi, l’iter del ddl, da più di un anno in discussione in Parlamento, è stato sospeso. Parte dei consumatori e alcuni senatori, come Gianni Girotto e Gianluca Castaldi del M5s, hanno sperato che venisse del tutto annullato e riscritto nuovamente. Tuttavia, la commissione Industria del Senato ha deciso che, anche senza novità sulla nomina del nuovo ministro, alla fine della prossima settimana comunicherà al governo l’intenzione di riprendere l’esame del provvedimento.