La società dei treni Italo, Ntv, ha comunicato di aver chiuso il 2015 con “un utile lordo di 1,8 milioni di euro”, il primo della sua storia iniziata il 28 aprile 2012. Ma l’azienda di Diego Della Valle e Luca Montezemolo, i cui dipendenti sono dal 2014 in contratto di solidarietà e che lo scorso anno ha avuto bisogno di una nuova ricapitalizzazione, nel diffondere i dati preliminari, non ha fornito il risultato netto, cioè quello dopo le imposte. Per cui non è ancora dato sapere se l’esercizio sia effettivamente terminato con un utile o se ci sia stata una nuova perdita dopo i 55 milioni di rosso 2014 e i 76 del 2013.

I ricavi 2015 della compagnia privata concorrente di Trenitalia si attestano a 308 milioni di euro e i costi si fermano a 258 milioni, spiega il comunicato. Il margine operativo lordo è quindi positivo per 58 milioni, grazie anche a 8 milioni “relativi ai certificati bianchi, che la società ha ricevuto dallo Stato (attraverso il Gestore dei servizi energetici che fa capo al Tesoro) a fronte del rinnovo della flotta con treni meno inquinanti.

“I forti miglioramenti realizzati sostengono la scelta dell’amministratore delegato (Flavio Cattaneo, ndr) e di tutto il consiglio di amministrazione di proseguire sulla strada indicata dal piano industriale approvato nel febbraio 2015“, si legge nella nota, che rivendica la crescita dei passeggeri “del 39,5% a 9,1 milioni, dai 6,6 milioni del 2014″, e “i traguardi raggiunti da Italo, con l’incremento dell’offerta, da 48 a 56 servizi giornalieri, l’aumento della frequenza sulla tratta Roma-Milano, l’accesso alle stazioni di Roma Termini, Milano Centrale e Torino Porta Nuova, l’aumento della presenza nelle stazioni con l’acquisto di 160 nuove biglietterie automatiche e l’apertura di spazi dedicati alle biglietterie e lounge dedicate ai frequent traveller a Milano e Roma”.

Ad aprile 2015 l’azienda ha raggiunto un accordo con i sindacati che ha comportato il ritiro della procedura di licenziamento collettivo avviata nei confronti di 246 dipendenti e l’avvio del contratto di solidarietà al 21% per 929 lavoratori per la durata di due anni.