«Un regalo da 18 milioni di euro all’anno». Piovuto nei bilanci dei treni Italo. «E tutto messo sul conto degli italiani attraverso le bollette di luce e gas». La denuncia arriva dal deputato del Movimento 5 Stelle, Andrea Vallascas, che si spinge addirittura a prefigurare lo spettro dell’aiuto di Stato a favore della Nuovo trasporto viaggiatori (Ntv), società di Luca di Montezemolo e Diego Della Valle, presieduta da Antonello Perricone, che gestisce i treni concorrenti delle Ferrovie dello Stato. In ballo c’è lo sconto multi milionario applicato alla società per il rinnovo della flotta di treni. Un’operazione che non convince il parlamentare grillino che, per vederci chiaro, ha presentato un’interrogazione ai ministri delle Infrastrutture, dello Sviluppo economico e dell’Ambiente.

CERTIFICATI NEL MIRINO Tutto comincia lo scorso 1° dicembre quando il ministero dello Sviluppo economico, insieme a quello dell’Ambiente, ha ammesso la proposta di realizzazione della nuova flotta di treni Alta Velocità Ntv-Italo al meccanismo dei certificati bianchi. Un dispositivo in base al quale un’impresa, a seguito di un investimento che consente di ridurre i consumi di energia, può richiedere titoli di efficienza energetica (i certificati bianchi, appunto) in misura proporzionale al risparmio di energia conseguito. In pratica si tratta di titoli negoziabili sul mercato, come veri e propri titoli di Borsa, che nel caso di Italo hanno un valore stimato in 18 milioni. Dai ministeri è arrivato il via libera. Il problema è chi paga. E su questo Vallascas non fa sconti visto che, secondo lui, a pagare saranno sempre gli italiani, perché «il costo del meccanismo dei titoli di efficienza energetico si ripartisce sulla tariffa elettrica e gas attraverso le voci Uc7 per quella elettrica e Re per il gas». Questione non certo secondaria, dal momento che – Italo a parte – la torta dei certificati bianchi vale in tutto 800 milioni di euro l’anno. Di qui la richiesta al governo per sapere quali iniziative intenda adottare «per evitare che siano i cittadini, attraverso un rincaro delle tariffe elettrica o del gas, a pagare i maggiori oneri derivanti dai progetti di efficienza energetica». Il dubbio è che l’operazione «non apporti vantaggi all’intera platea dei consumatori», ma solo agli utenti di Ntv. Non solo. Vallascas si chiede anche se non si prefiguri il possibile «aiuto di Stato nei confronti della società Nuovo trasporto viaggiatori». Anche perché, aggiunge, «sarebbe inaccettabile e vergognoso se i soldi dei cittadini venissero utilizzati, ad esempio, per appianare bilanci in rosso di un’azienda privata o risolvere problemi generati da una cattiva gestione».

BOTTA E RISPOSTA La questione, insomma, gira intorno all’impiego dei certificati bianchi. «Mi auguro almeno che le risorse siano utilizzate effettivamente in progetti e interventi volti a migliore l’efficienza energetica di Italo, e non per altre finalità dell’azienda», afferma Vallascas a ilfattoquotidiano.it. Dal ministero dello Sviluppo economico (Mise) rassicurano: «I vantaggi derivanti dalla riduzione dei consumi di energia ricadono su tutta la collettività e non sugli utenti dei treni Italo» in quanto «il contenimento dei consumi, determinato dal sostegno agli interventi di efficienza energetica, comporta benefici in termini di miglioramento della qualità ambientale, di aumento della sicurezza degli approvvigionamenti energetici, di stimolo della crescita economica». Insomma, secondo il Mise, «il regime di aiuto non riguarda in modo specifico la Società Ntv» ma «tutte le imprese che fanno investimenti in efficienza energetica». A posto, dunque? Neanche per sogno. Per Vallascas resta la necessità di uno stringente controllo dell’esecutivo. «Vorrei che il governo vigilasse sul corretto uso di queste risorse», insiste il deputato pentastellato. La Ntv, contattata da ilfattoquotidiano.it, ha preferito non commentare.
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