Invito alla prudenza e alla cautela per chi va occasionalmente in Toscana, specie nel caso in cui si frequentino luoghi particolarmente affollati come le discoteche, consigliata la vaccinazione per la meningite per chi vi risiede. Data la diffusione della malattia nella Regione, con 12 casi registrati nel 2016 e 4 vittime, è stato disposto una campagna di vaccinazione  che dà ai medici di base l’obiettivo di coprire entro la fine di aprile il 75% dei propri assistiti tra gli 11 e i 20 anni, e il 50% di tutti gli altri pazienti. Per prevenire la diffusione del meningococco C sono state adottate delle misure di profilassi aggiuntive e temporanee: la vaccinazione è gratuita fino al 30 settembre per tutti i pazienti di età inferiore ai 45 anni che ne facciano richiesta, oltre che per tutte le persone che abbiano frequentato una comunità in cui si sia verificato un caso di meningite.

Dal Ministero della Salute è stata intanto diramata una circolare, la n. 5783 del 1° marzo 2016, contenente indicazioni alle regioni per il rafforzamento della sorveglianza, per monitorare la situazione non solo in Toscana ma anche sul restante territorio nazionale e, se necessario, prevedere nuove strategie di controllo. Questo nonostante – sottolinea il Ministero, anche al fine di non creare allarme – la situazione attuale non presenti il carattere di un’epidemia. Le autorità non hanno dunque ritenuto necessario predisporre particolari raccomandazioni per chi va in Toscana per viaggi occasionali di lavoro o per turismo, pur ribadendo che nelle aree maggiormente interessate dall’aumento dei casi (Azienda USL Toscana Centro) la frequentazione di locali molto affollati, l’uso di alcol e la abitudine al fumo, durante i periodi con un aumento dei casi della malattia, potrebbe aumentare il rischio di contagio attraverso il contatto ravvicinato con potenziali portatori.

Un sospetto caso di meningite è stato rilevato anche in Puglia a Francavilla Fontana in una scuola elementare. “Non si tratterebbe di un’infezione da contagio ambientale, ma da contatto”, fa sapere il dirigente dell’ufficio Igiene e Sanità pubblica dell’Asl di Brindisi, Giovanni Taurisano.