“L’utero in affitto è un abominio e come ministro della Salute intendo far valere la legge italiana che lo vieta. Estendere il divieto a chi decide di farlo all’estero? Mi impegno a cercare consenso in Parlamento”. Beatrice Lorenzin davanti alla Camera dei deputati ha risposto così alle interrogazioni di Paola Binetti (Area popolare) e Gian Luigi Gigli (Democrazia solidale, ex Scelta civica). In occasione del Question time, la rappresentante del governo ha assicurato il suo impegno per rendere operativo quanto previsto dall’impianto legislativo: “Come ministero”, ha replicato, “abbiamo difeso questa stessa normativa di fronte alla Corte di giustizia europea a Strasburgo”.

A margine, il ministro Lorenzin ha poi parlato del ddl Unioni civili, approvato la settimana scorsa al Senato con il voto di fiducia e ora incardinato alla Camera. E alla domanda se il governo chiederà la fiducia anche a Montecitorio, ha risposto: “Non so, ancora non c’è una decisione. Ma credo sia nelle cose, visto che c’è stato un accordo su un testo che non va modificato”.

La deputata Binetti nel suo intervento ha attaccato quello che lei chiama il business della maternità surrogata: “Dietro una narrazione di stampo nettamente sentimentale centrata sull’amore anche quello materno o paterno, senza condizioni di sorta, scopriamo però che c’è un vero e proprio mercato della maternità surrogata. Chiediamo un’applicazione stringente della legge 40”. Il ministro ha risposto parlando di un piano per affrontare la diminuzione del tasso di natalità. “Il fenomeno è molto preoccupante”, ha detto, “e dobbiamo affrontarlo anche per invertire un trend anche da un punto di vista economico e per lo sviluppo dell’Italia. Stiamo lavorando a un ‘Fertility day‘ per il 7 maggio prossimo. Diventerà un appuntamento annuale”. E per quanto riguarda l’utero in affitto ha detto: “Ribadisco la mia ferma condanna contro una pratica che non ho esitato a definire un abominio. Pratica che ricordo essere proibita dalla legge in Italia. In questi giorni vari esponenti della società civile e non solo hanno preso posizione contro la maternità surrogata. Io mi impegno a cercare un consenso su questo tema in Parlamento”.

Da giorni proseguono le polemiche sul ddl Unioni civili. Il testo ha ottenuto il primo via libera senza la contestata parte che riguarda la stepchild adoption. Ma non è bastato a spegnere le polemiche. Ieri Beppe Grillo in una lettera al Corriere della Sera ha detto di essere spaventato dalla pratica dell’utero in affitto. Il tema continua però a far discutere dentro il Movimento 5 stelle. Come ricorda l’Espresso, una delle prime proposte di legge depositate dai grillini in Parlamento nel 2013 era proprio sulle Unioni civili e prevedeva l’autorizzazione alle adozioni per le coppie gay e alla maternità surrogata. Una linea che è stata poi sconfessata nei fatti: Grillo e Casaleggio hanno prima lasciato libertà di coscienza sull’argomento e poi il gruppo ha deciso di uscire dall’Aula al momento del voto sul ddl Unioni civili.