Il mondo FQ

Meta promette nuove tutele per i minori su Facebook e Instagram dopo la sberla Ue. Moige: “Quinto annuncio in 5 anni, le misure non funzionano”

Dopo la conclusioni preliminari dell'indagine europea la piattaforma corre ai ripari. Ma non è la prima volta. Antonio Affinita (Movimento genitori italiani): "Il colosso non è più credibile"
Meta promette nuove tutele per i minori su Facebook e Instagram dopo la sberla Ue. Moige: “Quinto annuncio in 5 anni, le misure non funzionano”
Icona dei commenti Commenti

Dopo la sberla incassata dall’Europa per l’inefficace tutela dei minori su Facebook e Instagram, ieri Meta è corsa ai ripari annunciando nuovi rimedi: come l’intelligenza artificiale per scovare gli account dei giovani sotto i 13 anni, iscritti al servizio mentendo sull’età con una semplice autodichiarazione online. Ma non è la prima promessa. “Questi annunci delle piattaforme non sono più credibili, in primis per la tempistica, spesso a ridosso di provvedimenti normativi o giudiziari”, dice Antonio Affinita interpellato da ilfattoquotidiano.it. Il direttore generale del Moige (Movimento italiano genitori) è scettico anche per un’altra ragione: le soluzioni già adottate “si rivelano inefficaci, nell’applicazione. Come liberare acqua da un nave con il secchiello, invece di tamponare la falla”. Il Moige ha raccolto 5 precedenti in 5 anni.

Il primo caso risale al 2021, quando “Meta bloccò lo sviluppo di Instagram Kids – annota l’associazione dei genitori – dopo le pressioni di legislatori statunitensi e gruppi di advocacy”. Politici e utenti erano insorti dopo un articolo del Wall street journal. Secondo la testata americana, il social network era al corrente dei disagi degli adolescenti, senza porvi alcun rimedio. Il secondo episodio è del settembre 2024, con il lancio dei Teen Accounts su Intagram, impostati per offrire maggiore protezione agli adolescenti: ad esempio restringendo la cerchia dei profili con cui entrare in contatto e l’esposizione a certi contenuti; ma anche il vincolo giornaliero da 60 minuti online per gli under 16 e la modalità sleep durante la notte, con le notifiche disattivate tra le 22:00 e le 7:00. Limiti impostati in modo automatico, possibili da modificare solo con il consenso dei genitori. I Teen accounts presero piede prima negli Usa, Gran Bretagna, Canada e Australia. Meta ne annunciò il successo: il 97% dei ragazzi tra i 13 e i 15 anni aveva mantenuto le impostazioni di default. Ma non erano conteggiati – fa notare il Moige – i profili abusivi dei minori di 13 anni. Instagram tuttavia introduce i profili per gli adolescenti in tutti i Paesi, a gennaio 2025. Nove mesi dopo, a ottobre, sbarcano anche su Facebook e Messenger.

“Ogni rilascio fu accompagnato da comunicati stampa e dichiarazioni sull’impegno di Meta per la sicurezza dei giovani”, scrive l’associazione dei genitori nel suo report. Un nuova soluzione per la tutela dei minori è giunta ad aprile 2026: un’etichetta sui contenuti raccomandati agli utenti con almeno 13 anni, come per i film al cinema. Del resto, al di sotto dei 13 anni è vietata l’iscrizione alle piattaforme. “Anche in questo caso, il lancio coincise con una nuova tornata di pressioni europee, pochi giorni prima dell’accertamento formale della Commissione Ue”, ricorda il Moige. Il 29 aprile, infatti, Bruxelles annuncia le conclusioni preliminari dell’indagine su Meta e la tutela dei minori. Una batosta, per la piattaforma: “Instagram e Facebook stanno facendo ben poco per impedire ai bambini di età inferiore a 13 anni di accedere ai loro servizi”, ha dichiarato Henna Virkkunen, vicepresidente esecutiva della Commissione europea per la Sovranità tecnologica. Secondo l’esecutivo Ue, la valutazione di Meta sui pericoli per i più giovani sarebbe “incompleta e arbitraria”; “inadeguato” anche il giudizio sul rischio dell’esposizione “a esperienze inappropriate per la loro età”.

Dunque il gigante social ha annunciato, anche stavolta, nuove soluzioni per verificare l’età degli utenti con l’intelligenza artificiale. Su Instagram funzioneranno in Europa e Brasile. Su Facebook negli Stati Uniti, in principio, per allargarsi al Regno Unito e all’Europa a giugno. Lo strumento era già attivo da aprile 2025 negli Stati Uniti, in Australia, in Canada e nel Regno Unito (ma solo su Instagram). Di cosa si tratta? Nessun riconoscimento facciale per indovinare l’età. Bensì un software Ia per analizzare post, commenti, biografie, oltre ai segnali visivi come struttura ossea o altezza. Se l’utente risulterà al di sotto dei 13 anni, il suo account sarà disattivato temporaneamente, promette Meta, in attesa di una prova ufficiale sull’età prima dell’eliminazione definitiva. Anche la procedura di segnalazione dei presunti account illegali, sarà semplificata. Ad oggi servono “fino a 7 click” per indicare gli account presumibilmente di un minore: è uno dei rimproveri della Commissione Ue nelle conclusioni preliminari della sua indagine, appena una settimana fa. “Il problema che regolatori evidenziano è sempre lo stesso: le misure annunciate non funzionano davvero. Inserire una data di nascita falsa è ancora sufficiente per registrarsi, senza alcuna verifica reale”, accusa il Moige. Milioni di ragazzini sotto i 13 anni, in Europa, hano accesso ai social. E non sempre le tutele funzionano.

Lunedì 4 maggio si è aperta al tribunale del New Mexico la seconda fase del processo contro Meta. La prima si è chiusa il 24 marzo, con la condanna del colosso al risarcimento di 375 milioni di dollari di sanzioni civili, per la mancata tutela dei minori. Ora la pubblica accusa chiede al giudice modifiche sostanziali dell’algoritmo del colosso tecnologico. Meta ha avvisato che i suoi servizi potrebbero lasciare il New Mexico, qualora fosse costretta ad adottare soluzioni impraticabili o a pagare risarcimenti multimiliardari. La grana è anche in Italia: il 14 maggio a Milano si apre la prima class action europea contro Meta e TikTok, sulla tutela dei minori.

Gentile lettore, la pubblicazione dei commenti è sospesa dalle 20 alle 9, i commenti per ogni articolo saranno chiusi dopo 72 ore, il massimo di caratteri consentito per ogni messaggio è di 1.500 e ogni utente può postare al massimo 150 commenti alla settimana. Abbiamo deciso di impostare questi limiti per migliorare la qualità del dibattito. È necessario attenersi Termini e Condizioni di utilizzo del sito (in particolare punti 3 e 5): evitare gli insulti, le accuse senza fondamento e mantenersi in tema con la discussione. I commenti saranno pubblicati dopo essere stati letti e approvati, ad eccezione di quelli pubblicati dagli utenti in white list (vedere il punto 3 della nostra policy). Infine non è consentito accedere al servizio tramite account multipli. Vi preghiamo di segnalare eventuali problemi tecnici al nostro supporto tecnico La Redazione