Cinque riti abbreviati, sedici rinvii a giudizio e un patteggiamento. Si è conclusa così la seconda udienza preliminare nell’ambito del procedimento Pesci, costola lombarda dell’inchiesta Aemilia. Sotto accusa il clan cutrese dei Grande Aracri, con ramificazioni a Mantova e a Cremona.

Antonio Muto, l’imprenditore mantovano accusato di concorso esterno in associazione mafiosa, ha chiesto il rito abbreviato. Stessa richiesta è arrivata dai difensori di Francesco Lamanna, considerato il braccio armato del boss Nicolino Grande Aracri per accaparrarsi i cantieri del cremonese; per Alfonso Martino, addetto a consegnare i profitti della cosca al nord a Nicolino, per Paolo Signifredi il contabile incaricato di reinvestire i soldi, in procinto di entrare in un programma di protezione per pentiti di mafia e per Jose Antonio Da Silva, accusato di aver ripulito un assegno sporco.

I riti abbreviati si svolgeranno a Brescia in tre udienze già programmate per il 10, il 17 e il 24 marzo.
Sono stati rinviati a giudizio Antonio Rocca, il muratore di Borgo Virgilio (Mantova), concorrente di Lamanna nel mantovano, con la compagna Deanna Bignardi, e il figlio Salvatore, Salvatore Muto, Giuseppe Loprete, Vito Floro, Antonio Gualtieri, Danilo ed Ennio Silipo, Antonio Gualtieri, Alfonso Bonaccio, Rosario e Salvatore Grande Aracri, Gaetano Belfiore e Moreno Nicolis. Andranno a processo che si aprirà a Mantova il 4 aprile.

Nicola Longobardi, napoletano residente a Cerese (Mantova), accusato di false fatturazioni, ha invece patteggiato 9 mesi e 10 giorni. Davanti al giudice Vincenzo Nicolazzo tornerà martedì prossimo Nicolino Grande Aracri, boss dell’ndrangheta, la cui posizione era stata stralciata la scorsa settimana per un errore di notifica, quando il giudice ha deciso che gli imputati del filone corruzione per laffare Lagocastello (la lottizzazione in riva ai laghi di Mantova), e cioè l’ex sindaco di Mantova Nicola Sodano, il faccendiere Attilio Fanini, l’ex senatore Franco Bonferroni, l’ex presidente del Consiglio di Stato Pasquale De Lise, l’ex senatore Luigi Grillo e il mediatore Tarcisio Zobbi, andranno dal gip a Roma, la città dove sarebbe stato commesso il reato. Per l’altro episodio di corruzione, quello che vede coinvolti Sodano e il commercialista mantovano Domenico Laratta, l’udienza preliminare invece avrà luogo a Mantova, competente per territorio.