McDonald’s entra in classe con la giustificazione del Governo. A sollevare il caso è il M5S che ha presentato un’interrogazione parlamentare a firma dell’onorevole Gianluca Vacca contro la raccolta punti promossa dal “colosso del junk food” nelle scuole italiane “facendo diventare gli alunni” potenziali “oggetti di operazioni di marketing”. A sollevare l’alzata di scudi dei “grillini” è stata la risposta del sottosegretario all’Istruzione Davide Faraone che, dopo le inevitabili polemiche, punta il dito contro di loro: “Complotti, lobby di potenti, corruzione e disfacimento di sani costumi: i “grillini” ce la mettono tutta pur di combattere le loro battaglie contro i mulini a vento e distogliere l’attenzione”. Questa volta – spiega Faraone – “i potenti del mondo, che per comodità chiameremo McDonald’s, avrebbero deciso di distruggere il nostro Paese, con il beneplacito e l’assenso degli ignavi italioti, che per comodità chiameremo scuole e Miur”. E ancora: “La polemica montata a tavolino dai “5Stelle” contro un ministero disposto, a loro dire, a ingozzare i ragazzi di junk food pur di non uscire neanche un centesimo per il funzionamento delle scuole è ridicola e stanca. Forse i “grillini” farebbero meglio a trovare argomentazioni più interessanti che i vecchi slogan degni del peggior luddismo anticapitalista, nel vano tentativo di far parlare di sé in modo differente da come sta avvenendo in questi giorni sulla stampa”.

Parole che fanno seguito alla risposta che il sottosegretario aveva dato, in maniera ufficiale, all’onorevole Vacca: “Il Ministero non è a conoscenza dell’iniziativa da lei rappresentata, né un preliminare assenso alla sua realizzazione è stato richiesto a questo dicastero. Specificato ciò, ricordo che le aziende possono organizzare e promuovere secondo le loro autonome strategie di marketing nell’ambito della cosiddetta responsabilità sociale d’impresa, la propria offerta commerciale, anche attraverso l’istituzione di raccolte premi rivolte ai consumatori, prevedendo come possibili beneficiare le istituzioni scolastiche”. Vacca però non ci sta: “C’è una gara a mangiare da McDonald’s per premiare le scuole. E’ sconfortante la risposta del ministero. Secondo il ragionamento di Faraone domani una scuola potrebbe stipulare una convenzione con la Beretta. Servono dei protocolli approvati dal ministero. Va bene l’autonomia ma fino a prova contraria le scuole sono organi periferici del ministero. Va regolamentata. Le scuole in questo modo diventano territorio del marketing spinto dove tutte le multinazionali possono fare quello che vogliono”.

Ai “5Stelle” non è piaciuta proprio la campagna “Punti che contano” del McDonalds che chiedeva (durante i sei mesi di Expo) di accreditare punti con gli scontrini (ogni euro un punto) con tanto di premiazioni celebrate nei singoli ristoranti McDonald’s. “C’è una palese contraddizione – spiega Vacca – tra tale iniziativa e la tanto pubblicizzata educazione alimentare in cui il ministero dell’Istruzione sembrerebbe impegnato”. La battaglia non è finita. La prossima settimana la senatrice Michela Montevecchi dei “5Stelle” depositerà al Senato una nuova interrogazione sulla vicenda che punterà gli occhi non solo sulla raccolta punti di McDonald’s ma anche su quella fatta dai supermercati.