I poliziotti Mario Bo,Vincenzo Ricciardi e Salvatore La Barbera non depistarono le indagini sulla strage di via d’Amelio. Lo ha deciso il giudice per le indagini preliminari di Caltanissetta, Alessandra Giunta, archiviando l’inchiesta a carico dei tre funzionari, indagati dal 2009 per calunnia aggravata. Bo, Ricciardi e La Barbera erano accusati di aver fatto pressioni su Vincenzo Scarantino, Francesco Andriotta e Salvatore Candura, i falsi pentiti che per primi rivendicarono un ruolo nell’omicidio di Paolo Borsellino e dei cinque ragazzi della scorta. Le confessioni fasulle dei due collaboratori di giustizia portarono anche alla condanna di sette innocenti, scarcerati soltanto nel 2011, e cioè dopo che Gaspare Spatuzza ricostruì la fase operativa della strage del 19 luglio 1992. I tre funzionari di polizia apparteneva al pool di investigatori che indagò sulle stragi mafiose del 1992, guidato da Arnaldo La Barbera.

Secondo il gip, però, le accuse lanciate da Candura e Scarantino e  Andriotta nei confronti di Bo, Ricciardi e La Barbera, non reggerebbero al vaglio di un processo. “Trattasi di dichiarazioni caratterizzate da contraddizioni, prive della pur minima convergenza, rispetto alle quale oltre a non potersi formulare una prognosi positiva sulla tenuta dibattimentale non si intravede alcun percorso investigativo idoneo a far chiarezza oltre a quelli già svolti dalla procura”, scrive il gip nelle quattro pagine del provvedimento di archiviazione, datato 21 dicembre 2015.

“Occorre poi sottolineare – continua sempre il giudice – come le dichiarazioni in esame non siano state rese in maniera unitaria sviluppandosi piuttosto attraverso una progressione in base alla quale è legittimo prospettare dubbi sulla reale genuinità delle stesse dichiarazioni che rivela la natura sfuggente e a tratti ambigua di tali fonti dichiarative che in passato hanno supportato la celebrazione di giudizi oggi sottoposti al processo di rivisitazione alla luce della collaborazione di Gaspare Spatuzza e che adesso dovrebbero assunte quale piattaforma probatoria sulla cui base si dovrebbe sostenere l’accusa nei confronti degli odierni indagati”.

Come dire che per il gip le accuse dei pentiti non sono credibili, dato che le loro stesse dichiarazioni erano state alla base del depistaggio culminato con la condanna dei sette innocenti. A chiedere l’archiviazione di Bo, Ricciardi e La Barbera era stata nei mesi scorsi la stessa procura di Caltanissetta, ma una delle parti lese, e cioè Natale Gambino (condannato ingiustamente per la strage e poi nuovamente arrestato alla fine del 2015), si era opposta. Il gip a quel punto aveva fissato una nuova udienza per riascoltare Candura e Scarantino, ma la procura aveva nuovamente chiesto l’archiviazione dell’indagine a carico dei tre funzionari di polizia. Richiesta accolta dal gip.