“Preghiamo per i cristiani che sono perseguitati, spesso con il silenzio vergognoso di tanti”. In un tweet il nuovo appello di Papa Francesco che all’Angelus ha voluto pregare per i “purtroppo tantissimi” cristiani “che come santo Stefano subiscono persecuzioni in nome della fede”. Alla Madonna Bergoglio ha chiesto di orientare “la nostra preghiera a ricevere e donare il perdono”. “Diventiamo anche noi misericordiosi, – ha detto Francesco ai numerosi fedeli presenti in piazza San Pietro – perché attraverso il perdono vinciamo il male con il bene, trasformiamo l’odio in amore e rendiamo così più pulito il mondo”.

Nel messaggio prima della benedizione Urbi et Orbi nel giorno di Natale il Papa ha sottolineato che i cristiani perseguitati “sono i nostri martiri di oggi”. Francesco ha ricordato anche che “ancora oggi schiere di uomini e donne sono private della loro dignità umana e, come il Bambino Gesù, soffrono il freddo, la povertà e il rifiuto degli uomini. Giunga oggi la nostra vicinanza ai più indifesi, soprattutto ai bambini soldato, alle donne che subiscono violenza, alle vittime della tratta delle persone e del narcotraffico“.

Appello particolare per i profughi: “Non manchi il nostro conforto a quanti fuggono dalla miseria o dalla guerra, viaggiando in condizioni troppo spesso disumane e non di rado rischiando la vita. Siano ricompensati con abbondanti benedizioni quanti, singoli e Stati, si adoperano con generosità per soccorrere e accogliere i numerosi migranti e rifugiati, aiutandoli a costruire un futuro dignitoso per sé e per i propri cari e ad integrarsi all’interno delle società che li ricevono”. Nel suo messaggio natalizio Francesco ha ricordato anche “quanti non hanno lavoro, e sono tanti”, chiedendo a “quanti hanno responsabilità pubbliche in campo politico ed economico” di adoperarsi “per perseguire il bene comune e a tutelare la dignità di ogni vita umana”.

Il Papa non ha nascosto nemmeno che l’umanità sta vivendo “tante forme di male, a volte mostruose, che l’egoismo genera in essa”, sottolineando che “dove nasce la pace, non c’è più posto per l’odio e per la guerra. Eppure proprio là dove è venuto al mondo il figlio di Dio fatto carne, continuano tensioni e violenze e la pace rimane un dono da invocare e da costruire. Possano Israeliani e Palestinesi – è stato l’appello di Bergoglio – riprendere un dialogo diretto e giungere a un’intesa che permetta ai due popoli di convivere in armonia, superando un conflitto che li ha lungamente contrapposti, con gravi ripercussioni sull’intera Regione“.

Twitter: @FrancescoGrana