Dietro front del governo: contrariamente a quanto previsto fino a venerdì sera, non sarà la Consob a valutare la posizione dei risparmiatori traditi dal crac dei 4 istituti tutelati dall’esecutivo con il salva banche per stabilire se e quando c’è stata un truffa e, quindi, fissare un risarcimento. L’esecutivo deve aver realizzato che qualora si realizzasse l’idea degli arbitrati individuali per il ristoro di azionisti e obbligazionisti delle quattro banche alle quali si è applicato il decreto del governo, sarebbe incoerente che un “player” della vicenda possa ergersi a “giudice” per dirimere la controversia. Gli arbitri, quindi, saranno “scelti tra persone di comprovata imparzialità, indipendenza, professionalità e onorabilità” con decreto del presidente del Consiglio, su proposta del ministero dell’Economia e su delibera del Consiglio dei ministri. Un altro emendamento prevede invece che “le modalità e i termini per la presentazione delle istanze” di rimborso dei risparmiatori , “i criteri di quantificazione, nonché le procedure da esperire, che possono essere in tutto o in parte di natura arbitrale” saranno fissate con un decreto del Tesoro.

L’ammontare complessivo dei rimborsi, in ogni caso, non dovrà comunque superare i 100 milioni di euro. Al momento, infatti, resta sul tavolo l’ipotesi di un ”fondo di solidarietà” finanziato con 100 milioni proveniente dal Fondo interbancario per la tutela dei depositi prevista dall’emendamento del governo presentato a Palazzo Chigi. Inoltre arriva un finanziamento ponte da 2,5 miliardi per il fondo di risoluzione unico previsto dal decreto salva banche. Prevista anche una norma che agevola gli istituti che contribuiscono, consentendo di evitare la penalizzazione dovuta al previsto calo dell’Ires.

Dopo il gioco delle parti delle scorse settimane, ora l’obiettivo del governo è cercare “di salvaguardare tutti quei cittadini che hanno sottoscritto azioni ed obbligazioni in maniera inconsapevole, che non sono stati adeguatamente informati. Questo è un fatto gravissimo, che va appunto corretto”, ha sintetizzato il ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio, dalla Leopolda. “Il governo – ha aggiunto – come ha detto il ministro Padoan, farà di tutto per trovare le vie per risarcire questi cittadini. Siamo favorevoli al fatto che ci sia una commissione di inchiesta per capire chi ha mancato di vigilanza, di responsabilità, quindi non abbiamo paura di dire la verità, come sempre“.

Venerdì sera Padoan aveva detto in Commissione che “il governo intende dare una risposta. Stiamo preparando una norma che dispone la creazione di un fondo con il contributo delle banche”, prendendo ancora tempo sulla presentazione dell’emendamento. E ammettendo finalmente che “non si può escludere che le 4 banche abbiano venduto obbligazioni subordinate a persone che presentavano un profilo
di rischio incompatibile con la natura di questi titoli di investimento ma questo è quanto andrebbe accertato con un’analisi di ogni singola posizione”.