Ipotesi di più soldi per la sicurezza, ma non “reazioni di pancia” che “non servono”: “Non bisogna correre il rischio dell’isteria e neanche della sottovalutazione”. Il presidente del Consiglio Matteo Renzi, intervistato a SkyTg24, traccia la linea sull’atteggiamento dell’Italia in questi giorni, successivi agli attentati di Parigi. “Il tema è molto complesso – spiega il capo del governo, intervistato dal direttore del tg della tv satellitare, Sarah Varetto – bisogna trovare un equilibrio, chi dice è il momento della sicurezza, va rinunciato a tutto forse esagera. Noi dobbiamo prima di tutto vivere, ci vuole anche il coraggio di non rinchiudersi e di non rinunciare alla nostra identità”. Per Renzi “siamo di fronte ad un momento di difficoltà ma siamo anche un grande Paese e abbiamo vinto la sfida del terrorismo interno e della mafia. L’Italia ha mille difficoltà ma anche una straordinaria forza di reazione. Non bisogna correre il rischio dell’isteria e neanche della sottovalutazione”. Per questo Renzi esclude “nel modo più categorico una modifica costituzionale su questi temi” della sicurezza e del contrasto al terrorismo. “Non credo che la priorità siano leggi speciali. Non escludo però modifiche normative” per rafforzare l’azione dell’intelligence, così come hanno già chiesto peraltro le commissioni Difesa delle Camere. Il presidente del Consiglio ha anche ricordato Valeria Solesin, la vittima italiana dell’attentato al Bataclan. “Noi abbiamo da piangere lacrime anche come cittadini italiani. Valeria Solesin resterà nei nostri cuori e cercheremo di ricordarla anche con una borsa di studio e dedicandole qualcosa legato alla ricerca e all’università”.

Secondo il presidente del Consiglio serve “un investimento sulla cyber security: puoi mappare i sospetti, ma anche banalmente incrociare le telecamere come è stato fatto a Milano dopo il terribile episodio a Palazzo di Giustizia. È un tema che va affrontato in modo diverso”. Questo però senza sottovalutare alcun pericolo, aggiunge Renzi: “Stiamo intensificando ogni tipo di controllo e cercando di usare anche tutti gli strumenti innovativi, anche perché la tecnologia ci aiuta a mappare le persone pericolose”. Quanto agli investimenti “la legge di stabilità per il 2016 aveva già più soldi del 2015 sulla sicurezza. Nei prossimi 15 giorni verificheremo se possiamo mettere più denari. La settimana prossima farò una proposta a tutti per un investimento ulteriore non solo di sicurezza ma anche di recupero di determinate realtà”.

Renzi sottolinea che è “giusto controllare le frontiere, ma i killer in Francia sono cresciuti nelle periferie francesi. Quello che sta accadendo, a dieci anni dalle banlieue, fa emergere un tema di equilibrio urbano, perché i terroristi sono nati nel degrado delle nostre città. Le periferie bisogna investire perché non siano luoghi di nessuno, non siano tabù, non siano off limits”. E comunque il presidente precisa che “il patto di stabilità non si deve applicare alle spese della difesa: lo avevamo proposto nel settembre 2014, ci fu detto di no. Ma è positivo, giusto, sacrosanto. Figurarsi se uno sta attento allo ‘zero virgola’ sulla sicurezza. Quello che vale per la Francia varrà anche per l’Italia”.

Sotto il profilo dell’intervento sui territori occupati dall’Isis per Renzi non bisogna commettere “l’errore di intervenire militarmente e andarsene: io una Libia-bis non la voglio. Le reazioni di pancia non servono”. Il presidente del Consiglio condivide la proposta di Vladimir Putin di una grande coalizione contro l’Isis come ai tempi di Hitler: “Mi sembra una proposta molto giusta”. D’altra parte, ha detto Renzi, “sarebbe molto positivo” riportare la Russia al tavolo della coalizione internazionale. L’Italia, dal canto suo, “sta già partecipando in molte missioni internazionali. Si dice ‘andiamo e bombardiamo’, ma prima accordiamoci su chi bombardiamo perché la frammentazione in Siria ha portato ad una serie di interventi slegati da una visione unitaria, bisogna capire prima come esci dal pantano in Siria”, anche perché “dal punto di vista tecnico, per come funziona la Costituzione, l’Italia può mandare gli aerei in Iraq perché c’è un governo che lo chiede, e non in Siria. Ma al di là degli aspetti costituzionali che sono molto importanti, la riflessione è più ampia: il tema non è per reazione bombardiamo, lavoriamo insieme sull’obiettivo”. Ma il contributo del nostro Paese c’è e per dimostrarlo Renzi rivendica il ruolo nell’individuazione di Jihadi John, il terrorista inglese definito il boia dell’Isis, visibile in molti video con gli ostaggi. “Per individuare Jihadi John, il boia dell’Isis, l’Italia ha collaborato con i suoi uomini, quando è stato chiaro che il boia era quell’uomo è stato chiaro anche per il lavoro che ha fatto l’Italia”.

Renzi respinge, infine, la polemica legata all’eventuale rischio di infiltrazione di terroristi nei flussi migratori dal Nord Africa e dal Medio Oriente. “E’ evidente che dobbiamo fare di più per ridurre l’impatto sull’Italia e sull’Europa dell’immigrazione, ma l’equiparazione per cui è terrorista quello che sbarca dal barcone è falsa“. Certo, in Europa la questione non è gestita bene, “bisogna cambiare. Ma innanzitutto con operazioni di cooperazione internazionale nei Paesi di partenza”. Per Renzi “sarebbe molto facile dire che è tutta colpa dell’immigrazione e dei barconi, ma non è così: i terroristi arrivano con gli aerei di linea e non con i barconi. Poi non possiamo avere la certezza che nessuno di quelli che arriva con i barconi non commetta reati”, ha aggiunto, ricordando che secondo alcuni finti migranti “potrebbero esserci anche tra quelli del team che ha organizzato l’attentato a Parigi”.

Renzi precisa tra l’altro che “l’Italia intesa come Paese non fa affari” con Paesi che finanziano il terrorismo. “Da noi la democrazia ha un valore assoluto. Ci sono invece Paesi – ha sottolineato – in cui esportare la democrazia è un concetto che si spiega male. Quasi tutti i Paesi di quell’area non conoscono la democrazia come la conosciamo noi, hanno idee diverse di gestione dello Stato. Ma l’obiettivo è convertire il mondo alla democrazia o stabilire prospettive di crescita, pace e stabilità? Noi parliamo con Paesi che non hanno le stesse democratiche che abbiamo noi – la settimana sono stato in Arabia Saudita – ma ci parliamo. Quell’area è l’area calda del mondo e noi abbiamo bisogno di uno sguardo strategico. Il mondo è pieno di preoccupazioni e problemi. Non li risolveremo tutti ma se l’Italia farà la sua parte sarà decisiva per portare un po’ più di buonsenso”.

Proprio su questo si inseriscono le critiche delle opposizioni, sia da destra, sia dal Movimento 5 Stelle. Beppe Grillo pubblica sul suo profilo instagram una foto di Renzi con il capo di Stato saudita su cui è sfondato il titolo: “Il terrorismo non si combatte così”. “Tutti i Paesi che sostengono direttamente o indirettamente il terrore jihadista devono essere isolati e sanzionati, in particolare l’Arabia Saudita – scrive Grillo – Il M5S vuole eliminare il terrorismo islamico, non dialogare con i suoi finanziatori come ha fatto il premier italiano appena qualche giorno fa e che oggi tenta di riparare dicendo che ‘L’Italia intesa come Paese non fa affari’ con i Paesi che finanziano il terrorismo. Può darci le prove? Cosa è andato a fare a Riad? Ci mancherebbe che ci facesse pure gli affari, ma con chi finanzia i terroristi non ci deve essere dialogo: vanno sanzionati. Che sicurezza può dare agli italiani un premier che va a parlarci come se niente fosse?”.

In una nota congiunta anche Silvio Berlusconi, Matteo Salvini e Giorgia Meloni hanno dichiarato che “da tempo i partiti della coalizione hanno chiesto a gran voce – fin qui in solitudine – la necessità di sostenere i governi legittimi che combattono l’Isis ovunque il califfato abbia issato le sue bandiere di morte. Purtroppo si è dovuta riscontrare l’inconsistenza del governo italiano, tanto sullo scenario internazionale quanto sulla situazione politica ed economica interna”.