Tre appartamenti nella centralissima calle delle Rasse a Venezia, a 50 metri da Palazzo Ducale e confinanti con l’Hotel Danieli, hanno messo in forte imbarazzo in queste settimane la giunta di centrodestra guidata dall’imprenditore Luigi Brugnaro. Giovedì sera il consiglio comunale di Venezia ha approvato, dopo un acceso dibattito, il loro cambio di destinazione d’uso: da residenziale a ricettivo. La richiesta era stata avanzata dalla società Rental in Italy dell’immobiliarista Lorenzo Depieri, marito di Marta Locatelli, proprietaria degli immobili e consigliere comunale della lista Brugnaro. Con il cambio di destinazione d’uso i suoi appartamenti, secondo una stima fatta dal gruppo civico 25 aprile che per primo ha denunciato la vicenda, sono stati rivalutati del 500% del valore dell’immobile.

Il post pubblicato la settimana scorsa sul sito del gruppo 25 aprile che denunciava il conflitto d’interessi, ha suscitato polemiche bipartisan e nervosismo nello stesso centrodestra. Tanto che il capogruppo della lista Brugnaro in consiglio comunale, Maurizio Crovato, si è astenuto, così come la presidente della commissione urbanistica Lorenza Lavini e il delegato del sindaco alla trasparenza, Ottavio Serena. Crovato ha pubblicamente criticato la gestione della vicenda da parte di Marta Locatelli che non avrebbe mai informato i suoi colleghi della questione. Il sindaco Brugnaro ha invece deciso di difendere a spada tratta la Locatelli intervenendo più volte durante la seduta del consiglio. Ma non ha potuto evitare le significative defezioni nel suo gruppo.

Bocciati dal consiglio due emendamenti proposti dal consigliere comunale Davide Scano dei Cinque stelle che richiedevano che una parte della plusvalenza ottenuta dal cambio di destinazione d’uso venisse versata nelle disastrate casse comunali. La vicenda Locatelli ha risollevato lo scottante tema della residenzialità nel centro storico di Venezia, dove la popolazione residente è passata dai 66.945 abitanti del 1999 ai poco più di 55mila di oggi. Al contrario, la ricettività turistica è cresciuta dai circa 12mila posti letto del 1999 ai 18 mila di oggi nel solo settore alberghiero, mentre l’extralberghiero è passato da poche centinaia a 20mila posti letto.

La società Rental in Italy gestisce già diversi appartamenti a Venezia e ha versato, in tasse di soggiorno al comune lagunare, 838 euro nel 2012, 384 euro nel 2013 e 661 euro nel 2014. “Quasi fossero stati occupati per non più di 13 giorni l’anno”, ha fatto notare Scano durante il suo intervento in consiglio.