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Meloni insultata incassa la solidarietà di tutti. Ora risponda ad alcune domande

Quel giornalista russo è un sicario, un cortigiano di Putin. Dopo aver solidarizzato con la presidente ora sarà il caso di difendere la Costituzione
Meloni insultata incassa la solidarietà di tutti. Ora risponda ad alcune domande
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Quel giornalista russo che ha insultato la presidente Meloni è un sicario, un cortigiano di Putin. Aveva già insultato oppositori, giornalisti russi minacciati, li aveva persino denunciati usando la tv pubblica. Lo aveva fatto anche quando l’Italia di Berlusconi, poi di Meloni e Salvini, trescava con il regime, il dittatore, gli oligarchi. Il profumo dei soldi nascondeva la puzza dei misfatti e della cancellazione dei diritti.

Ora il sicario ha insultato la presidente Meloni, citando alcune espressioni di Trump. Da qui l’indignata risposta della stragrande maggioranza dei media e politica contro minacce e avvertimenti. Da qui anche alcune domande.

La presidente Meloni, in questi mesi, ha chiesto al suo vice, Matteo Salvini, di chiarire la natura del suo rapporto con Putin?
La presidente Meloni, negli anni della fedeltà a Trump, non si era accorta di nulla?
La presidente Meloni che ha incassato la solidarietà di amici e avversari, a che ora vorrà dichiarare la sua fedeltà alla Costituzione?

Dopo aver tentato di fracassare la Costituzione medesima a colpi di referendum, ora ci riprova con il Decreto Sicurezza, ricorrendo persino ad un nuovo voto di fiducia per blindarlo, compresa la norma sull’infedele patrocinio, con relativa elargita agli avvocati in cambio della loro collaborazione per espellere dall’Italia il loro assistito, in genere gli ultimi della terra.

Una norma contestata dal Quirinale e che ora promettono di cambiare nel futuro. Una norma che rivela il filo che ancora lega la presidente Meloni a Trump e alle peggiori destre nel mondo. Dopo aver solidarizzato con la presidente ora sarà il caso di solidarizzare con la Costituzione e di difenderla, ancora un volta. Alla vigilia del 25 aprile.

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